L'Italia crescerà meno delle attese (dice l'Ue) e siamo ultimi nell'Europa

Brutte notizie per il governo Conte: Bruxelles ha tagliato le stime di crescita del nostro paese e dell'intera Unione. Tra i pochi Stati membri che invece vedono previsioni al rialzo c'è la Germania. Pesa l'incertezza politica

Paghiamo l'incertezza politica. E rischiamo che il costo raddoppi sul tavolo delle trattative a Bruxelles, dove in queste ore il ministro dell'Economia Giovanni Tria proverà a trovare i margini per misure "pesanti" per i conti come il reddito di cittadinanza. La Commissione Ue ha rivisto al ribasso le stime sul Pil dell'Italia: per il 2018 vengono limate a 1,3% (da 1,5% previsto a maggio) e nel 2019 a 1,1% (da 1,2% di maggio). Ancora una volta, siamo fanalino di coda per tasso di crescita tra i paesi europei.

"Sebbene l'economia italiana sia cresciuta di 0,3% nel primo trimestre 2018, solo poco meno del trimestre precedente, non è completamente sfuggita alla generale perdita di slancio delle economie avanzate", quindi "l'attuale ripresa dovrebbe indebolirsi ma proseguire al di sopra del potenziale", scrive Bruxelles nelle previsioni economiche estive.  

L'incertezza politica

L'incertezza sulle politiche che seguirà il governo Conte e i rendimenti più alti sul debito pubblico rischiano di avere un impatto negativo sulle prospettive di crescita dell'Italia, spiega la Commissione. "I rischi al ribasso per le prospettive di crescita sono diventati più pronunciati a causa dell'accresciuta incertezza politica globale e interna", dice il documento. "A livello interno, la possibilità che riemergano timori o incertezze sulle politiche economiche" seguite dal governo e "le possibili ricadute di rendimenti più alti del debito sovrano sui costi del denaro delle imprese potrebbero peggiorare le condizioni di finanziamento e smorzare la domanda interna". Secondo la Commissione, "la volatilità dei mercati che riflette le incertezze globali e interne dovrebbe rinviare alcune decisioni di investimento nel breve periodo" in Italia. 

L'effetto Trump

Lo scenario delle previsioni della Commissione è basato sull'assunto delle politiche invariate e non incorpora gli effetti dell'aumento dell'Iva e delle accise per il 2019 come clausola di salvaguardia nella legge di bilancio 2018. Ma a piangere non è solo l'Italia: secondo Bruxelles, è l'intera economia dell'Unione a rallentare. Secono le nuove stime, la crescita sarà del 2,1% nel 2018 e del 2% nel 2019 sia per la Zona euro che per l'Ue. "La crescita in Europa rimane resiliente", ma la revisione al ribasso rispetto alla primavera "riflette l'impatto sulla fiducia delle tensioni commerciali e dell'incertezza politica, cosi' come l'aumento dei prezzi dell'energia", ha spiegato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Inoltre, pesano le tensioni commerciali con gli Stati Uniti di Donald Trump, che "possono danneggiare la fiducia e colpire l'espansione economica". 

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