Vietati gli stage non retribuiti, rivoluzione al Parlamento: "Adesso stop in tutta Europa"

Al momento il 17% dei tirocinanti negli uffici dei politici lavora gratis. La vicepresidente dell'Aula Guillaume: "Ora sarà il segretariato ad assumerli direttamente eliminando le discriminazioni"

Il Parlamento di Bruxelles - foto Arnaud Devillers, © European Union 2018 - Source : EP

Basta tirocini non retribuiti al Parlamento europeo. Gli uffici dell'Assemblea comunitaria hanno adottato i principi della riforma quadro per gli stage che impediranno che in futuro se ne possano fare di gratuiti. I tirocini negli uffici del Parlamento di Strasburgo sono gestiti direttamente dall'istituzione comunitaria, attraverso il programma Schumann, e sono tutti regolarmente pagati. Ma spesso i deputati europei invece ne offrono alcuni a giovani collaboratori a cui non assicurano alcun compenso. Secondo i dati raccolti dall'Intergruppo politiche giovanili, che ha lanciato la campagna #FairInternships, il 17% degli stagisti che lavorano al Parlamento europeo non riceve alcun rimborso. Circa il 20% ha uno tra i 300 e i 600 euro al mese, mentre il 37% percepisce tra i 600 e i 1000 euro mensili. Solo il 22% ha un compenso in linea con le retribuzioni generalmente previste per tirocinanti e stagisti nelle istituzioni europee, ossia sopra i 1000 euro al mese.

Le nuove regole

Secondo le nuove regole da oggi in poi gli eurodeputati potranno offrire tre tipi di tirocini: un tirocinio per laureati per un periodo di sei mesi, un tirocinio per un periodo da uno a cinque mesi, e visite di studio per una durata fino a sei settimane. Per i primi due sarà prevista una remunerazione fissa, mentre solo per questi ultimi non è previsto alcun compenso. “Nell'attuale quadro, i deputati non erano tenuti a concedere ai tirocinanti una remunerazione minima, lasciando la questione del pagamento alla discrezione dei deputati”, mentre ora “il fatto che il segretariato del Parlamento europeo assumerà i tirocinanti direttamente e poi li assegnerà ai deputati eliminerà definitivamente le discriminazioni tra i tirocinanti dell'Ue”, ha spiegato la vicepresidente, Sylvie Guillaume, del gruppo socialista.

“È vergognoso che ci siano ancora molti deputati che non pagano i loro stagisti. Con il pretesto della formazione o di offrire un'opportunità per una carriera, i deputati hanno utilizzato le scappatoie esistenti nel vecchio quadro giuridico, risalente al 2010, per portare a termine una parte del loro lavoro senza spendere un centesimo”, ha accusato Agnes Jongerius, portavoce del gruppo S&D per l'occupazione e gli affari sociali, che ha chiesto alla Commissione europea e al Consiglio “di garantire che tutti gli stage non retribuiti siano banditi, non solo nelle istituzioni dell'Ue ma ovunque”. Per Jongerius “i giovani devono godere di condizioni di lavoro dignitose e non discriminatorie ovunque si trovino. E il Parlamento europeo deve dare l'esempio”.

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