"Nessun Paese Ue paghi i debiti degli altri", il mantra economico dei sovranisti europei

Alla presentazione del nuovo gruppo parlamentare a Bruxelles, Zanni (Lega) e Le Pen spiegano le posizioni del nuovo blocco di destra. E sulla Russia tutti d'accordo: basta sanzioni

Se fossero stati al potere in Europa negli anni passati avrebbero detto no al salvataggio della Grecia. Come oggi dicono un secco no a qualsiasi ipotesi di riforma dell'Eurozona che contempli un bilancio e una tassazione comuni, quella che a Bruxelles viene chiamata 'condivisione dei rischi' e che per molti aiuterebbe ad alleggerire il peso del debito pubblico su Paesi come l'Italia, proteggendoli dalle minacce dello spread. Perché loro, i sovranisti di Identità e democrazia, il nuovo gruppo parlamentare europeo guidato dalla Lega di Matteo Salvini, sono contrari ai "trasferimenti interni". Per dirla con le parole del leghista Marco Zanni, nuovo leader del gruppo, "Nessuno qui vuole che un Paese debba pagare per altri".

Come i falchi, ma solo in Europa

E' la formula che Zanni ha utilizzato per mettere a tacere le voci di dissidi interni tra le varie anime di Identità e democrazia, in particolare i 'falchi' del Nord Europa come i tedeschi dell'AfD, gli austriaci dell'Fpo e i Veri Finlandesi, le cui posizioni sull'Italia sono chiare da tempo: rispetti il Patto di stabilità e i diktat dell'austerity. Se non lo fa, che esca pure dall'Euro. Anzi, tanto meglio. Perché, "bisogna smantellare l'unione monetaria, almeno nella sua forma attuale" in quanto "costringe a un'integrazione più profonda", ha spiegato Jussi Halla-Aho, eurodeputato dei Veri Finlandesi. 

Insomma, in campo economico la strada che seguirà il nuovo gruppo sovranista è quella che li avvicina ai falchi dell'austerity, contrari a qualsiasi integrazione delle finanze degli Stati membri. Un'integrazione che finora è stata chiesta proprio dall'Italia, nella ricerca di una sponda comune che riduca i contraccolpi del debito pubblico sui mercati. Per i falchi, un'ipotesi del genere aprirebbe al rischio che siano anche altri Paesi a pagare una parte del debito italiano. Ed è proprio su questo rischio che Zanni, durante la conferenza stampa del neonato gruppo a Bruxelles, con al fianco di Marine Le Pen (ma non Salvini, rimasto a casa), è intervenuto, chiarendo che i sovranisti sono tutti uniti nel dire no alla solidarietà finanziaria tra Stati membri. 

Ogni Paese pensi per sé e se di flessibilità si parla è solo, per Zanni, quella che deve essere lasciata a ogni governo affinché persegua con le sue politiche e i propri soldi la strada economica che ritiene più giusta. No a diktat da Bruxelles, insomma: falchi in Europa, ma poi a casa sua ognuno faccia come gli pare. Ecco perché le politiche economiche dell'Ue "devono essere cambiate radicalmente", ha proseguito l'esponente del Carroccio. Identità e democrazia "rifiuta un bilancio dell'Eurozona più capiente" e "l'autorità" dell'Ue di "creare delle tasse dirette o mascherate". 

L'unità sulla Russia

Chiarite le posizioni in campo economico, Zanni ha anche assicurato l'unità del gruppo sulla politica estera, in particolare sulla Russia: "L'identificazione di strumenti alternativi all'imposizione di sanzioni nel quadro dei rapporti con la Federazione Russa è cruciale per arrivare a un confronto più diplomatico e a un compromesso" con l'Ue, ha spiegato. Niente sanzioni, dunque: "Non sono sicuramente lo strumento più efficace nel quadro dei rapporti con Mosca - ha aggiunto Zanni - Abbiamo visto che il Paese non ha cambiato il suo approccio, nemmeno dopo anni di misure economiche restrittive. Tutto questo rappresenta un danno soprattutto per l'Italia e i Paesi europei piuttosto che per la Russia". 

La prima forza d'opposizione

A prendere parola in conferenza stampa è stata anche Marine Le Pen, che ha lanciato un monito agli altri gruppi affinché il Parlamento rispetti, in termini di cariche e posizioni chiave nelle varie commissioni, il peso di Identità e democrazia: "Le cose devono cambiare, perché gli elettori lo esigono. Basta isolamento. Lavoreremo con pragmatismo per costruire ponti", ha aggiunto la leader francese. Ponti con chi? Secondo Le Pen, in giro per l'Eurocamera il blocco sovranista puo' arrivare a 200 voti. Zanni ha citato le possibili convergenze con Orban o con Farage. Di fatto, Identità e democrazia puo' contare al momento su 73 deputati, numero che li pone quale quinta forza a Strasburgo, dietro popolari, socialisti, liberali e Verdi. Ossia la possibile nuova maggioranza Ue. 

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