Rimani a terra per colpa di uno sciopero selvaggio? La compagnia area deve pagarti un indennizzo

Storica decisione della Corte di Giustizia Ue che obbliga l'aerolinea tedesca TUlfly a compensare i viaggiatori rimasti a terra o arrivati a destinazione con grave ritardo. Gli scioperi improvvisi e non organizzati "non sono condizioni eccezionali" che permettono di evitare le compensazioni

ANSA/ TELENEWS

Sei rimasto a terra per via di uno sciopero selvaggio lanciato per protestare contro una ristrutturazione della tua compagnia aerea? Ebbene, non è una "circostanza eccezionale" e pertanto l'aerolinea deve indennizzarti, lo dice la Corte di Giustizia Ue. In sostanza uno sciopero selvaggio non è come una tormenta perché, dicono i giudici del Lussemburgo, "i rischi derivanti dalle conseguenze sociali delle ristrutturazioni sono inerenti al normale esercizio dell’attività della compagnia aerea". 

La ristrutturazione della TUlfly ed il 'virus' che colpisce piloti ed equipaggio

La vicenda inizia il 30 settembre 2016, quando la direzione della tedesca TUIfly annunciato a sorpresa ai suoi dipendenti un piano di ristrutturazione dell’impresa. Da lì, per oltre una settimana, il personale di volo si mette in massa in congedo di malattia sulla base di un'iniziativa spontanea degli stessi lavoratori. Tra il primo ed il 10 ottobre 2016, la percentuale di assenze, abitualmente pari a circa il 10%, raggiunge l’89% per i piloti e il 62% per l’equipaggio di cabina. La sera del 7 ottobre 2016, la direzione della TUIfly informa il personale che era stato trovato un accordo con i rappresentanti dei lavoratori.

A causa di questo "sciopero selvaggio" numerosi voli della TUIfly vengono cancellati o subiscono un ritardo pari o superiore a tre ore rispetto all’orario di arrivo, quello che secondo la Carta dei diritti dei passeggeri aerei approvata dalla Ue da diritto alle compensazioni per i voli di breve-media lunghezza. Tuttavia, ritenendo che si trattasse di "circostanze eccezionali" ai sensi della stessa Carta, la TUIfly rifiuta di corrispondere ai passeggeri interessati le compensazioni pecuniarie da essa previste (cioè 250, 400 o 600 euro a seconda della distanza).

Il ricorso dei passeggeri 

I tribunali di Hannover e Düsseldorf, chiamati a pronunciarsi su ricorsi diretti ad ottenere il pagamento di tali compensazioni, chiedono alla Corte di giustizia Ue se l’assenza spontanea di una parte significativa del personale di volo sotto forma di "sciopero selvaggio" rientri nella nozione di "circostanze eccezionali", ossia se l'aerolinea è esonerata o meno dall'esborso delle compensazioni. 

La Corte Ue: TUlfly deve pagare

La decisione arriva oggi ed è amara per la TUlfly: "l’assenza spontanea di una parte significativa del personale di volo originata dall’annuncio a sorpresa da parte di un vettore aereo di procedere ad una ristrutturazione dell’impresa e conseguente ad un appello diffuso non dai rappresentanti dei dipendenti dell’impresa, bensì, in modo spontaneo, dai dipendenti stessi, che si sono messi in congedo di malattia, non rientra nella nozione di 'circostanze eccezionali'".

Via ai rimborsi quindi e maggior attenzione in futuro per le compagnie aeree al momento di considerare gli effetti e le conseguenze delle ristrutturazioni. 

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