"Preparatevi all’impatto dell’intelligenza artificiale”, il Parlamento europeo avverte gli Stati

Lavoro, regole, etica. L’Europa vuol farsi trovare pronta all’arrivo delle tecnologie che cambieranno la nostra società “come fece la macchina a vapore tre secoli fa”

Una nuova rivoluzione è alle porte e l’Europa non deve farsi trovare impreparata. Durante la plenaria di febbraio, gli eurodeputati hanno votato sulla politica industriale in materia di robotica e intelligenza artificiale. Quello di Strasburgo è tutt’altro che uno stop alle nuove tecnologie, che se utilizzate con regole trasparenti e “che integrino la dimensione etica” avrebbero “il potenziale di arricchire le nostre vite e sviluppare ulteriormente le nostre capacità, sia come individui che per il bene comune”. 

Il britannico Ashley Fox, relatore del testo, sostiene che “l’intelligenza artificiale è capace di trasformare la società come fece la macchina a vapore tre secoli fa: può renderci più prosperi, più sani e creerà posti di lavoro di cui attualmente non conosciamo nemmeno l’esistenza”. 

La risoluzione votata evidenzia che “come verificatosi nelle precedenti rivoluzioni tecnologiche, alcuni posti di lavoro saranno sostituiti”. Ma si precisa inoltre che “un maggiore impiego della robotica e dell'intelligenza artificiale dovrebbe ridurre il rischio di esposizione degli esseri umani a condizioni nocive e pericolose, creare posti di lavoro dignitosi e di qualità nonché migliorare la produttività”.

Per questo motivo l’Eurocamera “raccomanda agli Stati membri e agli attori del settore privato di identificare i rischi ed elaborare strategie volte ad assicurare l'attuazione di programmi di riqualificazione e riconversione professionali”. Vengono quindi incoraggiate le imprese a investire “nella formazione e riconversione della forza lavoro di cui dispongono al fine di rispondere alle loro esigenze”. 

L'Europa deve evitare una regolamentazione “eccessivamente affrettata” e quindi dotarsi per tempo di “un insieme unico di regole” volte a trovare “il giusto equilibrio fra gli interessi e i potenziali rischi per gli utenti, le aziende e le altre parti interessate, evitando al contempo l'eccesso di regolamentazione in materia di sistemi robotici e di intelligenza artificiale”.

L’eurodeputato Fox ha aggiunto: “Che l’intelligenza artificiale stia guidando la nostra macchina o che stia diagnosticando la nostra condizione medica, i nuovi sviluppi devono essere affrontati in un modo da consentire alle persone di capire e fidarsi della nuova tecnologia”. “Le salvaguardie devono essere progettate per impedire l'utilizzo dell’intelligenza artificiale a scopi negativi” ha concluso Fox. 

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Commenti (1)

  • La macchina a vapore sostituì la trazione animale (che per il povero animale non era un lavoro) ed alleviò la fatica dell'uomo, non sostituì il suo compito. “Che l’intelligenza artificiale stia guidando la nostra macchina o che stia diagnosticando la nostra condizione medica“ essa starebbe invece sostituendosi all'uomo (al guidatore o al medico, nella fattispecie). Lo scenario futuro sarebbe quindi quello in cui un gruppo di persone lavorano per progettare e realizzare l'intelligenza artificiale, che realizzerebbe tutti gli altri lavori; cosa farebbero tutti gli altri? E' ovvio allora che "creerà posti di lavoro di cui attualmente non conosciamo nemmeno l’esistenza", perché non la conosceremo mai; quanti esuberi (e non "posti di lavoro";) ha creato l'informatica? I cambiamenti epocali procurano benessere solo se pianificati accuratamente, e non certo da una classe politica criminale in combutta con industriali totalmente privi di scrupoli...

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