I ritardi nei pagamenti mettono in ginocchio le imprese Ue, soprattutto in Italia

Secondo il Barometro Atradius, il sondaggio annuale condotto tra i gruppi leader, sono ben tre aziende su cinque ad avere questo problema in Europa

FANCO SILVI - ANSA

Ritardi negli incassi e mancati pagamenti fanno sempre più “vittime” tra le aziende europee fornitrici di beni e servizi. È quanto emerge dal sondaggio Barometro Atradius, che riporta paure e speranze delle maggiori imprese nel settore dell’assicurazione del credito commerciale e tra circa 3mila ditte fornitrici in 13 Paesi dell'Ue. Durante l’anno in corso il 58% delle aziende intervistate - quasi tre su cinque - hanno lamentato disagi finanziari dovuti alle fatture emesse ma non riscosse, percentuale in crescita rispetto al 56% del 2017. Arriva al 42% anche il totale delle fatture commerciali non pagate alla scadenza contrattuale, con un punto percentuale in più rispetto all’anno passato.

Italia maglia nera

I pagamenti più lenti d’Europa avvengono in Italia e Grecia, con una media di quasi la metà del valore totale delle fatture commerciali non pagate alla scadenza. Per Regno Unito e Francia sarebbero invece i clienti all'export i più lenti a pagare le fatture, con oltre la metà del totale delle vendite a credito sui mercati esteri. Nella classifica dei Paesi per DSO, indice che misura la dilazione dei crediti e quindi quanti giorni ci vogliono per incassare, l’Italia si aggiudica il triste primato dell’Europa occidentale con 74 giorni, rispetto alla media di 44 giorni tra tutti gli Stati esaminati. Ci si consola con la tendenza in diminuzione, visto che l’anno precedente ci volevano 85 giorni per ricevere le somme dovute. Si teme però che quest’ultima tendenza positiva si arresti nel 2019. Andreas Tesch, uno dei massimi rappresentanti di Atradius, sottolinea che per il prossimo anno “si prevede un rallentamento della crescita economica globale”, che potrebbe frenare il calo di insolvenze globali: “le minori attese di crescita mondiale, insieme al peggioramento del rischio di credito commerciale sono dietro l'angolo”, conclude Tesch.  Gli da ragione quel 45% di aziende fornitrici intervistate che teme per l'eventuale trasformazione del protezionismo statunitense in guerra commerciale che potrebbe frenare drasticamente la crescita economica globale nei prossimi sei mesi.

Le aziende si rivolgono ad assicurazioni

“Le previsioni del nostro Barometro sui comportamenti di pagamento evidenziano per l'Italia un elevato livello di attenzione delle aziende per un possibile peggioramento del rischio di credito commerciale, e per le conseguenti ripercussioni sia sui conti economici che sul business”, aggiunge Massimo Mancini, manager di Atradius per l’Italia. Molte aziende fornitrici, spiega Mancini, si sarebbero già attrezzate di strumenti assicurativi per mettersi al riparo dal mancato incasso di crediti commerciali.

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Commenti (1)

  • Non sono un azienda ma posso confermare la 'maglia nera' per italietta che non chiude i debiti che ha, vanto crediti nei confronti di spa (truffa bollette iniziata nel lontano 2002 e su un prestito personale negato da poste 2014) e della p.a. (truffe sul contratto di lavoro). Ci sono denunce, segnalazioni, diffide anche dagli uffici del lavoro del territorio, esposti depositati presso la questura del territorio di riferimento ( maceratese )....dicevano 'siamo brava gente'. A buoni intenditori poche parole

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