"Misure Ue vincolanti per garantire pari salari tra uomini e donne"

L'annuncio della presidente eletta della Commissione europa, Ursula von der Leyen: "E' scritto nei trattati di 60 anni fa, ma la parità di retribuzione per lo stesso lavoro non è ancora una realtà"

Misure vincolanti per garantire quanto "scritto nei trattati europei di 60 anni fa", ma mai attuato: pari retribuzione per lo stesso lavoro tra uomini e donne. E' quanto ha annunciato la presidente eletta della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, su Twitter. 

"Le donne guadagnano in media il 16% in meno rispetto agli uomini. E' scritto nei trattati europei di 60 anni fa, ma la parità di retribuzione per lo stesso lavoro non è ancora una realtà. Ecco perché presentero' delle misure per introdurre misure vincolanti di remunerazione. Dobbiamo dare uguali diritti a donne e uomini", ha scritto von der Leyen in occasione della European Unequal Pay Day. 

Il gender gap in Europa è ancora a livelli elevati. Secondo il report 2018 sull'uguaglianza tra uomini e donne della Commissione Ue, pur essendo più istruite degli uomini (il 44% delle donne tra i 30 e i 34 anni disponeva di una qualifica universitaria nel 2016 rispetto al 34% degli uomini), le donne europee sono ampiamente sotto rappresentate nelle posizioni decisionali all'interno delle imprese e continuano a guadagnare in media il 16% in meno rispetto agli uomini. 

Le ragioni del permanere di questa disparità di trattamento nel mercato del lavoro sono varie . “Le posizioni lavorative di gestione e supervisione sono ricoperte in larga maggioranza da uomini”, scrive la Commissione europea. “Gli uomini – si legge ancora - ricevono più promozioni rispetto alle donne, in tutti i settori, di conseguenza vengono pagati di più. Questa tendenza raggiunge il culmine ai livelli più alti della scala lavorativa: meno del 6% dei dirigenti è una donna”. 

Per le donne, c'è poi il peso del lavoro a casa: “Le donne si fanno carico di importanti compiti non retribuiti, quali i lavori di casa e la cura dei figli o famigliari, in proporzione maggiore rispetto agli uomini. I lavoratori uomini dedicano in media 9 ore a settimana ad attività non retribuite come la cura dei figli o famigliari o i lavori di casa, mentre le lavoratrici dedicano a tali attività 22 ore, ossia circa 4 ore al giorno”. 

Sul mercato del lavoro, tale differenza si riflette nel fatto che 1 donna su 3 riduce le ore di lavoro retribuite per richiedere un part-time, mentre solo 1 uomo su 10 fa lo stesso. Inoltre, “le donne tendono a trascorrere più spesso periodi di tempo fuori dal mercato del lavoro rispetto agli uomini. Queste interruzioni di carriera influenzano non solo la loro retribuzione oraria, ma hanno anche un impatto sui loro guadagni futuri e sulla loro pensione”.

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