Quote latte, Corte Ue ribadisce: “Italia recuperi 1,3 miliardi dai produttori”

Dopo la sentenza di ottobre, nuovo pronunciamento dei giudici europei. Se il governo non si adeguerà a richiesta, scatteranno pesanti multe. Coldiretti: "Chi ha infranto la legge, ha causato danni a stragrande maggioranza degli allevatori onesti e alle casse dello Stato"

Una protesta contro le quote latte nel 1999 / ANSA

Chiedere a un governo di recuperare oltre un miliardo dalle tasche di una parte dei produttori di latte del proprio paese, tanto più in campagna elettorale, non è certo facile. Ma la legge è legge. E questo esecutivo, o il prossimo, dovranno farlo. A meno di non far ricadere il peso di questa somma su tutti i contribuenti. 

La condanna

Già, perché la Corte di giustizia dell'Unione europea ha condannato l'Italia per non aver recuperato 1,3 miliardi di euro dai produttori lattieri che avevano superato le quote latte nel periodo 1995-2009. Anni in cui i ministri che si sono succeduti al dicastero dell'Agricoltura avevano chiuso più di un occhio, con gli esponenti della Lega Nord a intestarsi una battaglia contro Bruxelles in nome della libertà dalle quote.

Pagano tutti?

Il problema, adesso, è che se il Carroccio o chi per lui dovesse arrivare al governo, dovrà decidere: far pagare quei produttori che hanno violato le norme Ue, o far ricadere il peso di una eventuale multa su tutti i contribuenti (compresi i produttori che le leggi le hanno rispettate). L'Italia, infatti, si dovrà uniformare alla sentenza dei giudici di Lussemburgo altrimenti, in caso di inottemperanza, si espone a una nuova causa da parte della Commissione che potrebbe comportare una condanna al pagamento di una pesante multa.

Altre vie non ce ne sono. Non che i nostri governanti non c'abbiano provato: come ricorda la Corte Ue, infatti, l'Italia aveva versato a Bruxelles 2,3 miliardi per “coprire” la sovrapproduzione di latte e dunque i produttori che avevano infranto le quote. Ma i giudici non ci stanno: le autorità italiane devono recuperare le somme dai produttori non per versarle all'Ue, ma per le casse dello Stato, perché quelli sono soldi di tutti i cittadini italiani. La Commissione europea lo ha chiesto più volte, ma senza ricevere risposta. 

Coldiretti: danno ad allevatori onesti

Esulta la Coldiretti: “Si tratta di una situazione che ha danneggiato la stragrande maggioranza degli allevatori italiani che si sono messi in regola e hanno rispettato le norme negli anni acquistando o affittato quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro. Le pendenze a cui fa riferimento l’Unione europea riguardano per importi significativi poche centinaia di soggetti che hanno assunto un comportamento che – continua la Coldiretti – mette a rischio le casse dello Stato e fa concorrenza sleale alla stragrande maggioranza dei 32mila allevatori italiani”.

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