Più protezione per i richiedenti asilo nell'Ue, potranno lavorare dopo solo 6 mesi

Accordo informale tra Parlamento e Consiglio su una riforma di una parte del regolamento di Dublino. La liberale in 't Veld: “Possiamo gestire questi i flussi di rifugiati solo se agiremo insieme”

Accesso al mondo del lavoro dopo 6 mesi dall'arrivo e ai corsi di lingua dal primo giorno. Diritto all'assistenza sanitaria e più tutele per i minori non accompagnati. Ma anche pratiche per il riconoscimento dello status di rifugiato più semplici e veloci. Parlamento e Consiglio hanno trovato un accordo sulla riforma delle regole sull'asilo politico in Europa, nello specifico sulla direttiva sulle condizioni di ricezione e sul nuovo regolamento sulle qualifiche.

"La gente fugge dalla violenza e dai conflitti in tutto il mondo, e chiudere semplicemente gli occhi e coprirsi le orecchie non farà scomparire questa realtà. Possiamo gestire questi i flussi di rifugiati solo se agiremo insieme", ha detto la liberale Sophie in 't Veld, invitando gli Stati membri ad agire di concerto. Per l'eurodeputata con l'accordo raggiunto “siamo un passo avanti verso una politica europea di asilo efficace e umana”.

Innanzitutto per migliorare li grado di indipendenza e integrazione i richiedenti asilo potranno lavorare a partire da 6 mesi dopo la registrazione della loro domanda, invece degli attuali 9 mesi, e potranno avere accesso ai corsi di lingua dal primo giorno. Chi chiede protezione internazionale dovrebbe avere diritto all'assistenza sanitaria primaria e secondaria, compresa quella mentale, sessuale e riproduttiva.

Norme specifiche sono dedicate ai bambini a cui si chiede di aprire le porte del sistema scolastico entro e non oltre 2 mesi dall'arrivo. Per i minori non accompagnati si prevederà la nomina di un tutore dal momento di arrivo nell'Ue e in generale per tutti i minori sarà vietata la detenzione, a meno che questa non serva a preservare l'unità familiare o per proteggerli nel caso si tema che possano sparire. I bambini però non potranno mai essere messi in delle carceri, ma sempre in delle strutture apposite.

L'accordo provvisorio raggiunto sul nuovo regolamento sulle qualifiche stabilisce norme a livello Ue sulla concessione della protezione internazionale e i diritti per i beneficiari. Secondo le nuove regole i rifugiati a cui verrà riconosciuto lo status dovrebbero ottenere un permesso di soggiorno minimo rinnovabile di 3 anni, mentre i beneficiari della protezione sussidiaria dovrebbero avere il diritto ad un permesso di 1 anno, rinnovabile per almeno 2 anni. Entro 15 giorni dalla concessione della protezione dovranno ottenere almeno un documento provvisorio che attesti i loro diritti.

Gli Stati membri saranno ancora in grado di concedere permessi più lunghi a entrambe le categorie o, se riterranno che non c'è più bisogno di protezione, potranno ritirarlo. Così come potranno ritirarlo se scopriranno che il rifugiato sia coinvolto in atti terroristici o compia reati gravi.

Infine l'accordo modifica la definizione dei membri della famiglia, allo scopo di consentire ricongiungimenti, includendo quelle che si sono formate prima dell'arrivo nell'Ue anche se non necessariamente nel Paese di origine. In più le coppie non sposate saranno trattate allo stesso modo di quelle sposate negli Stati membri in cui la legislazione nazionale lo prevede. Per quanto riguarda i fratelli invece, gli Stati membri potranno decidere autonomamente se includerli o meno nella definizione di familiari.

"Grazie a questo accordo, le norme per ottenere protezione internazionale diventano più chiare e coerenti in tutta l'Ue, migliorando significativamente la direttiva esistente”, ha rivendicato l'eurodeputata socialista sottolineando che “questa è una vittoria per il futuro del sistema europeo comune di asilo".

La direttiva sulle condizioni di ricezione e il nuovo regolamento sulle qualifiche fanno parte di una riforma globale del sistema europeo comune di asilo, il cui fulcro è il regolamento Dublino. Gli accordi informali di oggi saranno votati in commissione Libertà civili dell'Aula e successivamente in Plenaria, una volta confermati i progressi verso un accordo sul regolamento di Dublino. Gli Stati membri dovrebbero raggiungere una posizione comune sul regolamento nel vertice Ue del 28 e 29 giugno.

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