Pesca elettrica, appello ong a Bruxelles: “Provoca gravi danni ambientali, fermiamola”

La prossima settimana a Strasburgo, il Parlamento europeo potrebbe concedere una deroga a questo tipo di catture, nonostante il parere contrario del comitato scientifico della Commissione Ue. Per ambientalisti e pescatori si tratta di un favore alle lobby industriali olandesi 

Ansa

Tecnica innovativa o rischio per l'ambiente marino? La pesca elettrica divide l'Europa. Un gruppo di ong ambientaliste e di pescatori ha lanciato un appello affinché l'Ue metta al bando questo tipo di pratica, molto usata soprattutto nel Nord Europa, Olanda in testa. 

Cos'è la pesca elettrica

Si tratta di una forma di pesca che consiste nell'invio di impulsi elettrici dalla rete al fondale marino: in questo modo, i pesci vengono “storditi” e dal fondo salgono a galla, facilitando cosi' la loro cattura. Secondo un cartello di ong, tra cui Bloom, End Ecocide on Earth, The Blue Marine Foundation, The Black Fish, Fileyeurs Hauts-de-France e Fishermen United, i pesci catturati in questo modo mostrano spesso ustioni, ecchimosi e deformazioni scheletriche a seguito di elettrocuzione. Ma non solo: la pesca elettrica, a loro avviso, “causa gravi danni ambientali e sociali e mette a repentaglio l'equilibrio della pesca europea”.

Ue: prima il divieto, poi la deroga

In effetti, qualche problema con questo tipo di pesca deve averlo ravvisato anche Bruxelles dato che nel 1998 l'aveva messa a bando con un regolamento che mirava a ridurre l'impatto delle catture sulle specie a rischio. Nove anni dopo, anche a seguito delle pressioni dei paesi Ue in cui è praticata (Olanda soprattutto, ma anche Regno Unito, Francia e Belgio), la stessa Commissione Ue ha pero' concesso una deroga, permettendo in alcune zone “e a determinate condizioni” l'utilizzo di “reti a strascico associate all'uso di energia elettrica pulsata” nel limite del 5% delle flotte nazionali. L'obiettivo della deroga era di avviare una sperimentazione per valutarne l'impatto effettivo. E oggi, dopo quasi dieci anni di “sperimentazione”, il Parlamento europeo è pronto a votare un nuovo regolamento che allargherebbe ancora di più la quota di pesca elettrica consentita. 

La proposta del Parlamento Ue

Secondo la maggioranza degli eurodeputati della commissione Pesca, che ha già dato un primo ok alle nuove norme, questo strumento è innovativo, sostenibile e rappresenterebbe un modo per rianimare un settore commerciale in forte crisi. Di parere opposto le ong che hanno lanciato l'appello, per le quali l'Ue starebbe cedendo alle lobby olandesi, dove più di un quarto della flotta sarebbe già equipaggiato per la pesca elettrica, in barca al limite del 5%. Secondo Bloom e le altre ong, anche il Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca dell'Ue sarebbe contrario a un allargamento delle deroghe e anzi avrebbe “esplicitamente scoraggiato la Commissione europea” dall'attuare tale misura. 

Il voto del Parlamento Ue è atteso per la plenaria del 16 gennaio a Strasburgo. Critico il Movimento 5 Stelle, che ha annunciato che voterà contro la deroga: “La pesca elettrica – dice l'eurodeputata pentastellata Rosa D'Amato - rappresenta una forma di concorrenza sleale nei confronti dei piccoli pescatori, già fortemente vessati dalla crisi e da una burocrazia 'disegnata' per le grandi imprese del settore. Ma non solo: essendo una tecnica non selettiva, rischia di provocare enormi danni all'ambiente marino, vanificando gli sforzi fatti in questi anni”.
 

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