Pensioni in Italia: si spende tanto ma non si proteggono gli anziani dalla povertà

La Commissione Ue presenta il suo studio sui regimi pensionistici europei: in Italia la spesa è elevata ma aumentano gli over 65 in situazione di povertà. E in futuro la precarietà del lavoro e le basse contribuzioni per gli autonomi rischiano di portare a pensioni da fame

Manifestazione dei pensioni del 19 maggio 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Un'alta spesa ma che non assicura un'adeguata protezione dalla povertà. E' questa, a grandi linee, la radiografia del sistema pensionistico italiano presentata oggi dalla Commissione europea. "Nonostante l'alta spesa pensionistica", si legge nel testo preparato dai tecnici di Bruxelles, "la sicurezza in età avanzata non è uniforme in Italia: il sistema previdenziale svolge efficacemente la funzione di mantenimento del reddito, tuttavia la protezione contro la povertà è inadeguata".

Meglio dei giovani, ma peggio degli altri anziani d'Europa

Sebbene in Italia "gli anziani stiano relativamente meglio in termini economici delle controparti più giovani - continua la Commissione - appaiono debolezze quando i dati italiani vengono paragonati alle medie Ue". E qui i numeri non mentono: nel 2008 il 6,7% degli over 65 italiani erano in situazione di povertà, contro una media Ue del 7,6%, ma poi, con la crisi economica la situazione si è capovolta. Nel 2016 gli anziani a "rischio deprivazione", ossia poveri, erano schizzati al 10,9% mentre la media europea si riduceva al 5,9%. 

La riforma delle pensioni del 2016, riconosce la Commissione Ue, "ha affrontato queste sfide", ma non tanto da invertire la rotta, una rotta su cui, inoltre, pesa un grande rischio: "L'interazione tra regimi legali, mercato del lavoro flessibile, basse contribuzioni di lavoratori autonomi e atipici, bassa copertura degli schemi supplementari possono portare a pensioni inadeguate per chi ha carriere brevi e interrotte". In sostanza la precarizzazione del lavoro oggi si rifletterà molto probabilmente in pensioni da fame domani.  

La spesa pensionistica crescerà fino al 2040

La spesa previdenziale in Italia è destinata a salire fino al 18,7% del Pil nel 2040, prima di iniziare a scendere per tornare al 13,9% nel 2070, queste le stime a medio-lungo termine di Bruxelles. Andando sul breve, "la spesa pensionistica in Italia rimarrà stabile al 15,6% del Pil fino al 2020" grazie a condizioni più strette sui requisiti per andare in pensione e regole più severe sui pensionamenti anticipati, dice il documento.

"Dal 2020 al 2040, si verificherà l'aumento della spesa pensionistica" in gran parte dovuto alle previsioni di bassa crescita della produttività e all'evoluzione demografica. "Dopo il 2040 la spesa pensionistica scenderà di nuovo al 13,9% (del Pil) nel 2070, grazie agli effetti compensativi delle sostanziali riforme delle pensioni adottate in passato", in particolare l'introduzione del sistema contributivo, l'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita e un aumento dei tassi di occupazione tra gli anziani, secondo la Commissione. 

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