Sgravi fiscali e prestiti agevolati per le Pmi colpite dai ritardi nei pagamenti della PA

La proposta del Parlamento europeo ha ottenuto un primo ok in commissione Mercato interno. Comi (FI): "In Italia ritardi arrivano a 104 giorni, piccole e medie imprese vanno aiutate"

Sgravi fiscali e agevolazione bancarie per tutte quelle imprese che devono fare i conti con i ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. Un fenomeno che riguarda da vicino l'Italia, dove i fornitori impiegano fino a 104 giorni per ricevere il compenso che spetta loro, contro una media europea di 47 giorni. E' quanto prevede la proposta varata dalla commissione Mercato interno del Parlamento europeo dall'eurodeputata di Forza Italia, Lara Comi.

La direttiva comunitaria in vigore fissa tra i 30 e i 60 giorni i limiti massimi per i pagamenti. Ma nonostante due procedure d’infrazione aperte da Bruxelles proprio per i ritardi della burocrazia, in Italia gli enti pubblici continuano a pagare tardi. E la storia è la stessa in altri Paesi dell’Ue. ​"Ogni anno migliaia di imprese falliscono o vengono messe in ginocchio dai ritardi nei pagamenti - spiega Comi - Ho riscontrato dai colleghi della commissione grande apertura e collaborazione e la volontà di venire incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese, riaffermando la necessità, soprattutto da parte della pubblica amministrazione, di rispettare i termini di pagamento fissati dalla direttiva, anche in considerazione del fatto che il pubblico sotto questo punto di vista deve essere di esempio per i privati". 

Ma le regole non bastano per risolvere la lentezza della macchina burocratica: per questo, occorre aiutare le imprese colpite dai ritardi introducendo meccanismi di flessibilità come sgravi fiscali e prestiti agevolati da parte delle banche.  Il provvedimento, dopo l'ok della commissione Mercato interno, sarà discusso e votato dalla plenaria del Parlamento europeo. L'ok definitivo di Strasburgo potrebbe arrivare all’inizio del 2019.

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Commenti (1)

  • In Italia la p.a. è sempre stata il problema n.1 perché ha debiti che non chiude, non sono una imprenditrice ma vanto un credito nei confronti della p.a. e verso una parte di essa ho depositato un esposto presso la questura del territorio di riferimento. Vanto crediti anche verso delle spa italiane che truffano in egual misura. Le incompetenze vanno punite senza se e senza ma, chi sbaglia paga.

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