Nuova Zelanda: lavori di meno e guadagni di più (e l'azienda funziona meglio)

Un'impresa ha sperimentato una settimana lavorativa di 4 giorni, i dipendenti si sono dimostrati molto più produttivi ed efficaci nei loro compiti e hanno ridotto tutte le distrazioni

ANSA/ MAURIZIO BRAMBATTI

Quello che probabilmente è il sogno di ogni lavoratore in Nuova Zelanda è realtà. Un'azienda ha sperimentato una strategia che consiste nel ridurre le ore lavorative dei suoi dipendenti aumentando allo stesso tempo il loro salario, e i risultati sono stati incoraggianti.

Settimana lavorativa di 4 giorni

I duecentocinquanta dipendenti della Perpetual Guardian, una società che gestisce trust, testamenti e pianificazione patrimoniale, per due mesi hanno lavorato solo 4 giorni a settimana per 8 ore al giorno, venendo però pagati come se avessero lavorato cinque giornate piene. L'idea è venuta al fondatore dell'impresa, Andrew Barnes, che voleva assicurare ai suoi impiegati un migliore equilibrio tra vita lavorativa e privata, aiutandoli a concentrarsi meglio sul lavoro in ufficio e permettendogli di gestire gli impegni personali nel loro giorno libero extra. Secondo quanto racconta il Guardian a monitorare l'esperimento c'è stato il professore della University of Technology di Auckland, Jarrod Haar, esperto di gestione delle risorse umane, che ha riscontrato che in questo modo i dipendenti lavoravano meglio e apprezzavano di più il proprio ruolo.

Lavoratori più motivati ed efficaci

A novembre dello scorso anno poco più della metà del personale riteneva di poter bilanciare efficacemente il proprio lavoro e gli impegni a casa, mentre dopo l'esperimento la percentuale è salita al 78% con i livelli di stress del personale che sono diminuiti di 7 punti percentuali. “I dipendenti hanno progettato una serie di innovazioni e iniziative per lavorare in modo più produttivo ed efficace, dall'automazione dei processi manuali alla riduzione o all'eliminazione dell'uso di internet non relativo al lavoro”, ha spiegato Helen Delaney, docente presso la University of Auckland Business School.

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