Niente intesa in Ue, il Fondo per la ricostruzione rischia di slittare a maggio

Secondo quanto sta emergendo dalle riunioni preparatorie del vertice dei leader europei del 23 aprile, le distanze tra Nord e Sud restano elevate. Per i dettagli su Mes, Recovery fund e eurobond le trattative potrebbero proseguire per settimane

Il premier olandese Mark Rutte e quello italiano Giuseppe Conte / Ansa / Chigi

"La risposta esauriente alla crisi" economica provocata dal coronavirus "include il Recovery fund. Suggerisco di concordare di lavorare per istituire tale fondo il più presto possibile". Lo scrive il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella sua lettera di invito ai leader Ue per il vertice in videoconferenza del 23 aprile. Parole che sembrano spingere verso un' accelerazione dei negoziati sul pacchetto di misure europee per rispondere alla crisi. Ma al momento, le cose sembrano andare diversamente, tanto che nei corridoi di Bruxelles c'è già chi ammette che la riunione dei leader servirà a poco: si dirà che un fondo per la ricostruzione come richiesto dalla Francia col sostegno di Italia e Spagna ci sarà. Ma per sapere quanti soldi avrà in cassa e come funzionerà, bisognerà attendere, bene che vada, il prossimo mede. 

Il vertice, scrive l'agenzia Radiocor, "sancirà che (il Fondo per la ricostruzione, ndr) farà a tutti gli effetti parte del 'pacchetto' della risposta finanziaria europea alla crisi. Stando a diverse fonti Ue, su questo l'accordo è ormai consolidato, ma si tratta di un accordo sul principio: dimensioni finanziarie del fondo, uso delle risorse (più prestiti agli Stati o più sovvenzioni), ruolo delle garanzie degli Stati fino al momento in cui non sarà garantito dal bilancio Ue 2021-2027 per permettere alla Commissione di raccogliere capitali sul mercato con emissioni di bond comunitari (quindi comuni), durata dello strumento, andranno negoziati nelle prossime settimane nel quadro della nuova proposta di bilancio al quale il fondo sarà strettamente collegato". In altre parole, il braccio di ferro tra il fronte del Sud e quello dei rigoristi del Nord (detti anche frugali) proseguirà nelle prossime settimane. 

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Che non vi sia intesa a livello Ue lo si era capito anche per via dell'annuncio che la proposta della Commissione sul nuovo fondo slitterà al 29 aprile, ossia dopo la riunione dei 27. Secondo Radiocor, non si discuterà di emissioni di debito mutualizzato, ma di emissione di bond comunitari sulla scia di quanto la Commissione già fa da tempo. "In sostanza - spiega il giornalista Antonio Pollio Salimbeni - si tratta del piano B francese che corrisponde al piano A tedesco. A quanto risulta per il momento non sarebbe previsto un comunicato finale del vertice proprio perché la riunione viene considerata interlocutoria".

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