Negozi aperti di domenica solo in Italia? Ecco come funziona nel resto d'Europa

Nessuno Stato membro dell'Unione europea lo proibisce. Ma in 12 Paesi ci sono forti limitazioni su orari e apertura nei festivi. Come in Germania, Francia, Grecia e Belgio 

Oltre 4 milioni di italiani del settore del commercio lavorano anche di domenica e nei giorni festivi. Un dato, quello della Cgia di Mestre, che pone l'Italia tra i Paesi europei con il maggiore livello di liberalizzazione degli orari di lavoro. Ma se è vero che non siamo gli unici, va anche detto che in 12 Stati membri dell'Ue su 28 ci sono forti limitazioni per i negozianti. Tanto che in Paesi come Germania, Francia, Grecia e Belgio trovare un centro commerciale aperto di domenica è quasi una rarità.

Una mappa di come funziona l'organizzazione del lavoro nel settore del commercio nel resto dell'Ue l'ha realizzata l'Istituto Bruno Leoni nel report "Siamo solo noi? La regolamentazione delle aperture domenicali dei negozi in Europa". 

Dal report emerge innanzitutto che nessuno Stato vieta in toto l'apertura domenicale: in ogni Paese ci sono eccezioni e deroghe, talvolta numerose, che generalmente riguardano i negozi di alimentari, panetterie, grande distribuzione, giornalai, stazioni di servizio, stazioni dei treni, aeroporti e musei. 

Ma vediamo, nel dettaglio, come funziona nei diversi paesi europei. 

Austria: domenica negozi chiusi, ma sono previste eccezioni per le aree turistiche 

Belgio: esercizi commerciali chiusi a meno che il rivenditore non scelga un giorno di chiusura alternativo. Previste eccezioni per le aree turistiche. 

Bulgaria: nessuna restrizione. 

Croazia: nessuna restrizione. 

Cipro: negozi chiusi ma con l'eccezione delle zone turistiche. Nessuna restrizione, invece, per panetterie, pasticcerie e minimarket. 

Repubblica ceca: aperture proibite durante le maggiori festività. 

Danimarca: nessuna restrizione per le aperture domenicali. 

Estonia: nessuna restrizione. 

Finlandia: nessuna restrizione. 

Francia: vige il principio del riposo domenicale per dipendenti. Solo i negozi detenuti dai proprietari possono liberalmente rimanere aperti. Sono previste eccezioni per i negozi alimentari. Per i negozi non alimentari possibilità di apertura previa decisione del sindaco e remunerazione doppia per i dipendenti. 

Germania: negozi chiusi. Eccezioni previste per panetterie, fiorai, giornalai, negozi per la casa, musei, stazioni ferroviarie, stazioni di servizio, aeroporti e luoghi di pellegrinaggio. 

Grecia: negozi chiusi. Eccezioni previste per negozi alimentari, fioristi, negozi di antiquariato, stazioni di servizio. 

Irlanda: nessuna restrizione. Italia: nessuna restrizione. 

Lettonia: nessuna restrizione. 

Lituania: nessuna restrizione. 

Lussemburgo: aperture tra le 6 e le 13. Orario prolungato per panetterie, macellerie, pasticcerie, chioschi e negozi di souvenir. 

Malta: i negozi sono autorizzati ad aprire la domenica a patto che restino chiusi un altro giorno della settimana. I lavoratori non possono essere obbligati a lavorare la domenica a meno che questo non sia esplicitamente previsto nel contratto di lavoro. 

Paesi Bassi: esercizi commerciali chiusi. Le autorità locali possono autorizzare aperture domenicali. Negozi in stazioni di servizio, del treno, aeroporti ed ospedali hanno orari flessibili. 

Polonia: nessuna restrizione (15 date di festa nazionale con chiusura obbligatoria). 

Portogallo: nessuna restrizione. 

Romania: nessuna restrizione. 

Regno Unito: in Scozia, nessuna restrizione. In Inghilterra e Galles nessuna restrizione per negozi più piccoli di 280 metri quadri. Apertura tra le 10 e le 18 per i negozi più grandi di 280 metri quadri. In Irlanda del Nord Irlanda del Nord nessuna restrizione per negozi più piccoli di 280 metri quadri e orario 13-18 per i negozi più grandi di quella metratura. 

Slovacchia: nessuna restrizione. 

Spagna: ciascuna comunità autonoma stabilisce il numero totale di domeniche di lavoro annuali autorizzate. La maggioranza delle comunità autonome stabilisce 10 domeniche/feste nazionali di apertura. 

Svezia: nessuna restrizione. 

Ungheria: nessuna restrizione. 

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