“La Francia può superare il tetto del 3%": Moscovici apre a Macron. E Salvini si infuria

Per il commissario Ue agli Affari economici, le misure annunciate dal capo dell'Eliseo per venire incontro alle proteste dei gilet gialli possono esssere approvate da Bruxelles anche se sforeranno il limite del deficit. E respinge le accuse di favoritismi al suo Paese

Il superamento della soglia del 3% del rapporto deficit/Pil nel 2019 per la Francia "se ci riferiamo alle regole può essere concepibile in via limitata, temporanea e straordinaria". Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, apre alle nuove misure varate dal presidente francese Emmanuel Macron per venire incontro alle richieste dei gilet gialli, dopo settimane di dure e violenti proteste in tutto il Paese.

I margini di Macron

Le misure dovrebbero comportare un aumento consistente delle spese previste nella prima bozza di bilancio presentata dalla Francia a Bruxelles, portando il rapporto deficit/Pil ben al di sopra della soglia del 3% prevista dai patti comunitari. "Ogni parola conta: l'eventuale superamento del 3% non dovrebbe estendersi per due anni consecutivi né superare il 3,5% in un anno", ha spiegato Moscovici. In sostanza, Bruxelles potrebbe accettare uno sforamento fino al 3,5% purché questa spesa aggiuntiva venga recuperata l'anno successivo, ossia nel 2020.

Più nel dettaglio, il commissario ha precisato che le misure annunciare da Macron sono "indispensabili per soddisfare l'urgenza del potere d'acquisto" e questa valutazione potrebbe pesare nella decisione di concedere a Parigi una deviazione dal percorso di consolidamento dei conti. Deviazione che anche il governo italiano chiede di poter sostenere nel 2019. 

"L'Italia non è la Francia"

Proprio oggi, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria dovrebbero incontrare il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per discutere della trattativa in corso tra Roma e Bruxelles sulla manovra. Una trattativa volta a evitare l'avvio di una procedura di infrazione. Nelle ultime settimane, il governo ha abbassato i toni, anche per calmare i mercati e ridurre lo spread. Ma le richieste di Macron e le difficoltà interne della Francia potrebbero tornare utili all'esecutivo gialloverde per tornare a battere i pugni in Ue. 

Il vicepremier Matteo Salvini lo ha già fatto, anche se a distanza: “Mi rifiuto di immaginare – ha avvertito oggi  - che si faccia finta di niente di fronte alle richieste miliardarie che arrivano da un Macron in evidente difficoltà, e si facciano le pulci in tasca agli italiani. Sarebbe veramente la fine di questa Unione europea".

Ma l'Italia non è la Francia. E Moscovici respinge le accuse mosse da Roma di un trattamento più favorevole per Parigi: "Non c'è indulgenza, queste sono le nostre regole e nient'altro che le nostre regole", ha detto, negando di voler fare "come se ci fosse da un lato un'eccessiva severità e dall'altro non so quale lassismo". Il confronto con l'Italia, ha precisato, "è allettante ma sbagliato perché le situazioni sono totalmente diverse", ha detto ancora Moscovici, osservando che "la Commissione europea ha monitorato il debito italiano da diversi anni" e non lo ha "mai fatto" per la Francia. 

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Commenti (9)

  • Siamo di nuovo mal ridotti ed in un'Europa Ostile! E continuiamo e continueremo a subire! Scegliamoci altri appoggi e facciamo una scelta importante, diversamente sarà gratificante essere sempre lo zerbino dell'Europa?

  • quando si tratta dell'Italia è sempre diverso… ma che li mandassimo a cagare una volta per tutte, facciamo quello che ci pare e le sanzioni non le paghiamo. Punto.

  • Italia non è come la Francia, non è come gli Usa, lo stivale ha delle caratteristiche socioculturali uniche in Europa, la maggioranza è settaria ed il resto viene da sé......

  • L'UE continua a parlare di regole, ma se sono regole non dovrebbero aver bisogno di interpretazioni e spiegazioni, partendo dai dati di ogni stato ci sarà un algoritmo che determina il deficit max ammesso, o il surplus massimo ammesso ecc ecc. Perchè Moscovici non comunica come è uscito il nostro deficit e come è uscito quello francese? Eliminerebbe sospetti e illazioni, circa l’utilizzo di 2 pesi e 2 misure.

  • Visti i tempi di reazione di Macron, penso che sia stato indirizzato dalla volontà economica UE, che perciò sta curando la regia della gestione "crisi francese". Dovrebbe essere qualcosa che ci fa aprire ulteriormente gli occhi, meno chiacchiere a vuoto e più chiarezza di idee.

  • Penso che l'Italia avrebbe dovuto comparare il tutto fin dall'inizio, a quei tempi. Siamo noi un po' " quaquaraqua?" forse SI. Dovremmo essere più coerenti ed affidabili ed anche più DECISI. Ora comunque se c'è un " Si" per la Francia dovrebbe esserci anche per l'Italia.!

  • Moscovici è cittadino francese, gente profondamente sciovinista, quindi è tutto normale essere inflessibili con gli Italiani e indulgenti con i Francesi. Quando ci "sveglieremo e manderemo a quel paese il Principale?"

  • Purtroppo è il debito pubblico che viene tenuto in considerazione a Bruxelles, per il quale mi pare non ci superi nessuno, e non il debito globale di un paese che invece vedrebbe il primato assoluto proprio dei cuginetti d'oltralpe; andatevi a leggere l'articolo del sole24ore del 30/08/2018 di vito Lops: https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-08-30/italia-no-e-francia-paese-piu-indebita to-dell-area-euro-202718.shtml?uuid=AE2nIVKC

    • correggo agosto 2017

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