"Mes senza austerity", la proposta tedesca che potrebbe convincere Francia e Spagna

Gli eurodeputati del partito socialista, che in Germania sono al governo con Angela Merkel, propongono di utilizzare l'ex Fondo salva-Stati ma senza le condizionalità temute dall'Italia. Un'idea che potrebbe convincere Francia e Spagna

Attivare il Mes, ma senza austerity. E' questa, in estrema sintesi, la proposta contenuta in un documento presentato al Parlamento europeo da parte di 16 deputati tedeschi del Spd, il partito socialdemocratico che a Berlino non solo è al governo con Angela Merkel, ma detiene la poltrona di peso del ministro delle Finanze, su cui siede Olaf Scholz. L'uomo che in molti vedono come uno dei potenziali mediatori nella frattura profonda creatasi tra Italia e Spagna da un lato e la Germania e l'Olanda dall'altro sulle misure per far fronte alla crisi economica del coronavirus. 

La proposta tedesca

Secondo quanto si legge nel documento degli eurodeputati del Spd (alleato a Bruxelles del Pd), per far fronte alla crisi provocata dalla pandemia di coronavirus, il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) deve essere modificato affinché fornisca, "ove necessario, immediatamente una notevole quantità di liquidità senza costringere i singoli Stati membri all'austerità o a condizioni inadeguate", come proposto proprio da Scholz. Inoltre, gli eurodeputati socialdemocratici ritengono che gli eurobond "abbiano un senso, ma è necessario verificarne la fattibilità".

Come riferisce il quotidiano "Handelsblatt", gli eurodeputati del Spd chiedono una maggiore solidarietà europea nella lotta contro la crisi innescata dal coronavirus. L'Ue non deve ricadere nel nazionalismo, ma deve inviare un segnale forte contro la crisi perché "in Europa siamo solidali con i nostri vicini" e "cio' che va bene per l'Europa, va bene per la Germania". Da qui, la richiesta di usare il Meccanismo europeo di stabilità europeo già esistente in modo tale che, ove necessario, fornisca immediatamente una grande quantità di liquidità senza costringere i singoli Stati membri (...) all'austerità o a condizioni inadeguate". In particolare, secondo la proposta avanzata anche da Scholz, il Mes potrebbe creare una linea di credito precauzionale e fornire oltre 100 miliardi di euro. Il ministro delle Finanze tedesco ha, inoltre, affermato che si impegnerà per allentare le condizioni associate ai prestiti del Mes, come il consolidamento del bilancio e l'attuazione di riforme strutturali.

E i coronabond?

Una soluzione del genere non è certo quella dei cosiddetti coronabond, cosi' cari all'Italia, che prevedono la creazione di un fondo comune europeo per emettere titoli di debito (i coronabond per l'appunto) con cui immettere liquidità nei Paesi che ne sono a corto (come il nostro o la Spagna). I socialdemocratici non si dicono contrari a tale strumento, tanto che anche il leader dell'Spd Norbert Walter Borjans si è espresso a favore: uno strumento del genere oggi è dovuto "non solo per la solidarietà europea, ma anche per gli interessi nazionali", Borjans ha affermato alla Deustchlandfunk. 

Ma secondo il loro punto di vista, i coronabond richiedono tempo per essere messi in piedi, oltre che difficili negoziati sia interni al loro governo, sia a livello europeo con Olanda, Austria e Finlandia. Un punto di vista che sembra trovare d'accordo il governo francese: "Non dobbiamo essere ossessionati da coronabond o eurobond, ma dalla necessità di avere uno strumento forte che ci dia ripresa economica dopo la crisi", ha detto il ministro delle Finanze di Parigi, Bruno Le Maire, in un'intervista al Financial Times.

Francia e Spagna pronte alla mediazione

Secondo Le Maire, la soluzione potrebbe essere la creazione di un fondo Ue "limitato nel tempo", cioè per circa "5-10 anni con la possibilità di fare debito comune ma solo all'interno di quel fondo". Un fondo del genere, secondo il ministro francese, potrebbe essere più accettabile da altri Paesi, e potrebbe essere la soluzione" per superare le divisioni interne all'Ue. La Francia, che a livello ufficiale si è schierata con Italia, Spagna e altri 6 Paesi in sede Ue, si sta ritagliando sempre più il ruolo di mediatore. A differenza del nostro governo, non avrebbe problemi qualora si attivasse il Mes "senza austerity" proposto dai socialdemocratici tedeschi. E su questa linea potrebbe a poco a poco accostarsi anche il governo di Madrid, in cambio di rassicurazioni su altri strumenti comuni, secondo quanto ricostruiscono i media spagnoli.

Il cul de sac di Conte

A quel punto, Conte e Gualtieri si troverebbero in una posizione difficile: bloccare tutto con il veto italiano in Consiglio, oppure portare a casa un risultato che, anche se non l'ideale, permetterebbe comunque di attivare risorse necessarie e urgenti per la nostra economia. Oltre al fuoco nemico dell'opposizione, con Lega e FdI a sventolare il Mes come nemico assoluto del popolo, il premier dovrebbe fare i conti con i malumori interni al M5s. Non a caso, diversi deputati 5 stelle a Roma stanno alzando la voce sui media e sui social per paura di un cedimento di Conte.  E questo nonostante il fatto che un prestito senza condizioni da parte del Mes sarebbe, da un punto di vist tecnico, "abbastanza vicino" ai coronabond, come osserva "Handelsblatt". Solo che la politica ha ragioni che gli economisti, spesso, non possono capire. 

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