Manovra, l'Ue avverte: "I patti vanno rispettati"

Lo ha detto il commissario europeo Moscovici commentando la Nota di aggiornamento al Def varata dal governo gialloverde: "Non vogliamo aprire una crisi con l'Italia, ma..."

La manovra di bilancio dell'Italia, per come si profila dalla Nota di aggiornamento al Def, "ora pare essere 'fuori dalle strisce' delle nostre regole comuni. E' un bilancio in cui l'Italia, che ha un debito al 132%, sceglie l'espansione e il rilancio". Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, intervistato dalla tv francese Bfm.

Il nodo del debito

"Non ho niente contro gli italiani - ha continuato Moscovici - ma si possono benissimo fare delle misure sociali, riducendo il deficit. Come? Facendo delle scelte, tagliando spese che non sono efficaci, e ce ne sono. E aumentando le spese che preparano l'avvenire, che sono per la giustizia sociale. Non mi pronuncio sul contenuto del bilancio italiano, ma ci sono delle regole".

"L'Italia - ha proseguito Moscovici - è la culla della democrazia, ma c'è una frase latina che dice 'pacta sunt servanda'. Le regole vanno rispettate e non sono regole stupide: hanno un obiettivo comune a tutta la zona euro. Se il debito pubblico aumenta, allora creiamo una situazione instabile nel momento in cui la congiuntura cambia".

Una crisi con l'Italia?

"Non abbiamo interesse ad una crisi tra la Commissione e l'Italia - ha continuato Moscovici - Nessuno ha interesse a una cosa del genere, perché l'Italia è un Paese importante della zona euro. Ma non abbiamo nemmeno interesse a che l'Italia non rispetti le regole e che non riduca il suo debito pubblico, che resta esplosivo".

"Ci sono delle regole - prosegue - le regole devono fare in modo che il debito pubblico non aumenti. Dunque, ora ci sono delle procedure. Il 15 ottobre il bilancio italiano arriverà nel mio ufficio e i miei servizi lo valuteranno. E poi, dopo il 15 ottobre, risponderemo. Ci sono diverse possibilità: la prima è dire ok, va bene; la seconda è chiedere delle correzioni e la terza è che proprio non va, e il bilancio viene respinto. E' una possibilità prevista dai testi, che non si è mai verificata", ha sottolineato infine.

La Commissione Europea continuerà "il dialogo" con il governo italiano sulla manovra economica e "non sono nello stato d'animo" di comminare sanzioni all'Italia, ha aggiunto. "Farò in modo, nel mio dialogo con le autorità italiane, che inizia ora - ha affermato - vedrò il ministro delle Finanze lunedì a Lussemburgo, che l'Italia sia capace di restare nello spirito comune. Le sanzioni sono possibili, sono previste nei trattati, è una cosa che prende molto tempo: non sono nello spirito delle sanzioni, non lo sono mai stato. Non sono un burocrate"

Il caso francese

Il commissario tiene a precisare come il caso francese, ossia la decisione del governo Macron di portare il deficit per il 2019 al 2,8%, non puo' essere paragonato a quello italiano, dove il deficit si ferma al 2,4%: il fatto, spiega Moscovici, è che "il deficit francese continua a ridursi, mentre quello italiano a salire; e la seconda è che, a fianco del deficit nominale, c'è il deficit strutturale, ed è verosimile che il deficit strutturale italiano aumenti, mentre quello francese si abbassa, dello 0,3% o più. Le cifre non sono comparabili".

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