Manovra, Bruxelles insiste: "Bene cambio toni, ma serve correzione conti sostanziale"

Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis: "Crediamo che le previsioni del governo siano troppo ottimiste e vediamo che la strategia intrapresa, cioè una politica espansiva che faciliti la crescita economica per essere in grado di affrontare sia il deficit che il debito, in realtà non si sta concretizzando"

Il "cambio dei toni" non basta. La "strategia" espansiva di bilancio "che il governo italiano ha adottato" con la manovra economica per il 2019 "non sembra funzionare ed è importante per l'economia italiana che questa strategia venga corretta". Nel giorno in cui a Bruxelles si apre il vertice dell'Eurogruppo, nuova tappa delle trattative tra Italia, Commissione e Stati membri Ue sulla manovra gialloverde, il vicepresidente dell'Esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis avverte che la strada per un compromesso è ancora in salita.

A margine di un convegno nella biblioteca Solvay della Capitale europea, Dombrovskis ha preferito non commentare le ipotesi di un possibile  punto di incontro tra Commissione e governo italiano con un deficit/Pil intorno al 2% per il 2019, contro il 2,8 proposto inzialmente. "Mi asterrei dal commentare dati specifici - dice il vicepresidente - Dove siamo è largamente noto: secondo la decisione del Consiglio di luglio l'Italia dovrebbe effettuare una correzione strutturale pari allo 0,6% del Pil, invece vediamo, secondo i piani dello stesso governo, un deterioramento dello 0,8% del Pil. Secondo le previsioni della Commissione è anche peggio, è un deterioramento pari all'1,2% del Pil. Vediamo che la differenza è molto grande. Anche la correzione che serve è molto sostanziale, ma non posso commentare ogni decimale di punto".

"Siamo in contatto con le autorità italiane - continua Dombrovskis - e pronti a reagire se dovessero esserci grandi sviluppi riguardanti il bilancio italiano e se dovessero esserci grandi correzioni di rotta". Per quanto riguarda la valutazione delle cifre, sulle quali le stime di Commissione e governo divergono, per il 2019 un "2,4% di deficit/Pil è la previsione del governo. E quando facciamo valutazioni dei documenti programmatici di bilancio degli Stati membri dell'Eurozona, prendiamo come base i piani dei governi stessi".

"In questo caso - continua Dombrovskis - quando siamo arrivati alla conclusione di un'inadempienza particolarmente seria, la conclusione era basata sui dati del governo. Quando discuteremo dei risultati, sarà basato sui fatti. Attualmente quello che possiamo dire è che c'è una sostanziale differenza tra le previsioni dell'Italia e le nostre, perché crediamo che le previsioni macro dell'Italia siano troppo ottimiste e vediamo che questa strategia, che è apparentemente intrapresa, cioè che il governo farà una politica espansiva, facilitando così la crescita economica per essere in grado di affrontare sia il deficit che il debito, in realtà non si sta concretizzando".

"Al contrario - prosegue - vediamo un aumento reale dei tassi di interesse, cosa che si trasmette all'economia reale. Vediamo difficoltà nel settore bancario, che ancora una volta limita la disponibilità del credito all'economia reale; e gli indicatori di fiducia sono in calo, cosa che potrebbe ripercuotersi sugli investimenti nell'economia italiana. Come risultato, vediamo che l'economia in realtà rallenta. E abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell'Italia", conclude.

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