Bruxelles tende la mano all'Italia: “Porte aperte, si può trovare un accordo”

Il commissario Moscovici sulla manovra: “Non vogliamo punire le autorità italiane né intervenire negli affari interni del Paese ma i rischi per l'economia sono gravi”

© European Union , 2018 / Photo: Lukasz Kobus

Dopo la bocciatura della manovra la Commissione tente una mano al governo italiano. "La mia porta rimane aperta alle autorità italiane e sono convinto che saremo in grado di concordare soluzioni condivise a vantaggio degli italiani e dell'area dell'euro. È un percorso impegnativo ma praticabile. Voglio crederci". Lo scrive sul suo blog il commissario Ue, Pierre Moscovici, alla vigila dell'incontro a Bruxelles tra il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

La Commissione europea "non intende punire le autorità italiane né intervenire negli affari interni dell'Italia", ma ritiene che la manovra del governo "implichi rischi molto gravi per l'economia italiana, per le sue banche, per le sue società e per i suoi contribuenti e risparmiatori", ha assicurato Moscovici. "Continuiamo a credere che il progetto di piano di bilancio presentato dall'Italia implichi rischi molto gravi per l'economia italiana, per le sue banche, per le sue società e per i suoi contribuenti e risparmiatori, semplicemente perché l'aumento dei deficit previsti da questo bilancio (2,4% del PIL anziché 0,8 promesso lo scorso luglio) aumenterebbe ulteriormente il debito pubblico italiano", ha continuato il commissario.

Per Moscovici "l'alto livello del debito italiano (131% della ricchezza nazionale) rimane la nostra più grande preoccupazione. Ma il debito è un peso che pesa già pesantemente sulle spalle di tutti gli italiani, più di 1000 euro all'anno. E il rimborso degli interessi sul debito da parte dei contribuenti italiani è lo stesso destinato per l'istruzione. Non ridurre questo debito significa privarsi di investimenti produttivi per il futuro degli italiani". Moscovici ha poi ricordato che la Commissione ha deciso di adottare un rapporto sul debito italiano "che conclude che il criterio del debito non è rispettato dall'Italia e che una procedura per i disavanzi eccessivi sul il debito è necessaria".

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Commenti (2)

  • Sarebbe giusto, però, che chi legge avesse un'idea precisa del signifìcato di quanto è stato posto in essere fino ad adesso. E' stato tirato in ballo il Patto di stabilità o "Fiscal Compact" (più esattamente, "Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria"), ma il patto di stabilità non fa parte della normativa UE, ma è un trattato sottoscritto dai singoli Stati membri (non da tutti). Sarebbe dovuto divenire parte integrante della normativa UE entro cinque anni dalla ratifica (e cioè nel 2017), ma questo non è avvenuto. L'unico modo per fare valere i contenuti del Fiscal Compact (e quindi dei suoi parametri) sarebbe stata una denuncia alla Corte di Giustizia della UE; ma qualcuno avrebbe dovuto redigere la denuncia, firmarla ed inviarla: un atto politico di cui nessuno ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità. E' nel patto di stabilità, infatti, che è contenuta la norma che stabilisce che lo Stato con un debito pubblico superiore al 60% del PIL è obbligato a ridurre il deficit di un ventesimo l'anno (a coloro che dicono chi io sarei un "tuttologo", consiglierei, poichè io non so cosa significhi "tuttologo", di leggere l'articolo 4 del trattato). e poichè il deficit programmato è superiore a quello dell'anno precedente,ed il debito pubblico è del 132%, l'Italia non avrebbe rispettato tali parametri. Ma il parametro relativo al deficit compreso tra i "parametri di convergenza" del trattato di Maastricht (che invece è parte della normativa dell'UE, anzi ne costituisce le fondamenta), pone come tetto il 3%; quindi, l'Italia starebbe rispettando le regole. Cosa fa allora la Commissione UE? Non potendo sanzionare per deficit, sanziona per il debito; i parametri di convergenza, infatti, prevedrebbero un debito pubblico non superiore al 69% del PIL. Ma l'ultima volta che l'Italia ha avuto un debito pubblico pari al 60% del PIL, correva l'anno... 1981! Quindi, la UE vorrebbe sanzionarci adesso per una condizione che risalirebbe al 1982...La cosa che appare più divertente di tutte è che la Commissione vorrebbe giustificare la sua posizione sostenendo che la manovra è pericolosa per l'economia dell'Italia e dei suoi cittadini; ma allora cosa farebbe? Applicherebbe una sanzione pari allo 0,5% del PIL, e così il deficit salirebbe istantaneamente dal 2,4 al 2,9%! A ridosso del parametro di convergenza di Maastricht! Tutto questo per aiutarci, ovviamente... Riepilogando, la Commissione UE trova dannoso per la nostra economia portare il deficit al 2,4%, quindi approfitta di una situazione relativa al debito che risale a 36 anni fa per portare il deficit al 2,9%... questa, è l'Europa.

    • il tutto è molto ben spiegato, condivido.

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