Manovra, il primo scoglio in Lussemburgo: ora tocca a Tria convincere l'Ue

La prossima settimana in agenda Eurogruppo ed Ecofin: il ministro dell'Economia atteso dai colleghi ai quali, fino a pochi giorni fa, aveva promesso che il deficit italiano sarebbe restato in linea con le raccomandazioni di Bruxelles

Il ministro Tria e il commissario Ue Moscovici

Non se ne dovrebbe parlare, eppure se ne parlerà. Non è in agenda, ma ci finirà. L’Italia e la sua manovra, quella ancora non recapitata a Bruxelles ma già anticipata in misure e cifre, saranno in un modo o nell’altro motivo di discussione dei ministri economici dell’Ue in occasione dell’Ecofin di martedi' prossimo a Lussemburgo. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria avrà il non semplice compito di rassicurare i partner, per nulla convinti della sostenibilità del legge di bilancio.

La manovra italiana viene vista in aperto contrasto con le raccomandazioni specifiche che l’Ue ha prodotto per Roma. Si chiede di tenere sotto controllo la spesa, e col governo giallo-verde se ne intravede un aumento; si chiede di tagliare le super-pensioni, si vede aumentare quelle minime; si chiede più disciplina in materia fiscale, ci sono sgravi e agevolazioni. Faranno fede le carte, è questo che tutti ripetono. Ma certo è che a Tria non potranno non essere chiesti chiarimenti. Sempre che la sua figura sia nei fatti credibile.

Il ministro dell’Economia arriverà a Lussemburgo dopo giorni di continue critiche da parte di esponenti del governo di cui fa parte. Ne sono state chieste le dimissioni, addirittura. Quanto conta Tria nello scacchiere governativo e, di conseguenza, fino a che punto le sue eventuali rassicurazioni vanno prese per buone? Domande che nessuno pone ufficialmente, ma fuori dall’Italia ci si inizia a interrogare. Qualcosa verrà chiesto all’Italia, e l’Ecofin diventa un momento centrale per Tria.

I ministri economici tentano di consolarsi con l’e-book. Sulla riduzione dell’Iva l’accordo è già stato raggiunto a maggio, ma i veti di Repubblica ceca prima e di Romania poi impediscono di approvare quello chè già bello che pronto. C’è il meccanismo di inversione contabile che a est hanno deciso di chiedere in cambio del taglio dell’iva sui libri elettronici. E’ il meccanismo per cui a pagare l’Iva non sono i fornitori ma i consumatori finali. La presidenza di turno del Consiglio Ue propone di applicare questo sistema solo per la domanda interna, a beni e servizi per una soglia superiore di 17.500 euro. Bucarest ha ancora qualcosa da ridire. Se non si vincono le resistenze romene entro martedi, niente accordo sull’e-book, ancora una volta. Insomma, l’Ecofin che verrà non sembra partire nel migliore dei modi.

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