Moscovici avverte l'Italia: “A maggio rivedremo la manovra”

Il peggioramento della situazione economica potrebbe spingere l'Ue a chiedere aggiustamenti al bilancio. Bruxelles punta il dito contro reddito di cittadinanza e quota 100: “Riducono la crescita”

Il rischio di una manovra-bis è più che concreto. Almeno stando alle indiscrezioni che circolano a Bruxelles e alle dichiarazioni di Pierre Moscovici. Il commissario Ue agli Affari economici sembra determinato a non lasciare l'incarico prima di aver chiuso la partita sulla legge di bilancio dell'Italia: quando è stato dato l'ok alla prima manovra del governo gialloverde, ha detto Moscovici, “la crescita economica prevista per l'Italia nel 2019 era dell'1%, mentre dati più recenti ci dicono che non sarà sicuramente così, quindi dovremo ridiscutere con le autorità italiane a maggio”. Parole che sanno di avvertimento.

Il report sull'Italia

Del resto, il report sulla situazione dell'economia italiana, che la Commissione renderà noto la prossima settimana, dovrebbe contenere accuse pesanti alle scelte politiche dell'esecutivo Conte, in particolare ai due pilastri della manovra: il reddito di cittadinanza e quota 100. Secondo quanto anticipato da Repubblica, gli esperti di Bruxelles sostengono che le due misure non genereranno gli effetti benefici sperati dal premier Giuseppe Conte e dai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Anzi, “riducono la crescita”. 

La Commissione prevede “effetti nefasti per Pil, deficit e debito”. Previsioni che se confermate dai primi dati trimestrali sull'economia italiana, potrebbero riaprire il tavolo delle trattative tra Roma e Bruxelles a maggio, nel pieno delle elezioni europee. E far rispolverare a Moscovici e colleghi la minaccia di una procedura d'infrazione. Per scongiurarla, potrebbe essere necessaria una manovra-bis. Una eventualità che Conte e Salvini si sono affrettati a smentire nelle ultime ore.

25 miliardi di "buco"?

Ma al di là delle dichiarazioni, sostiene l'Ansa, i due partiti di governo sarebbero consapevoli dei rischi per l'Italia. E starebbero già confrontandosi, in modo anche duro, sulle contromosse. Quanto messo da parte a dicembre per scongiurare futuri ritocchi alla legge di bilancio, ossia 2 miliardi, potrebbe non bastare: “Il conto fatto dai tecnici, viene riferito in ambienti parlamentari, arriverebbe a sfiorare i 25 miliardi di euro – scrive l'Ansa - Un intervento di tale portata sarebbe però da escludere prima dell'estate e il governo sarebbe piuttosto orientato eventualmente, si ragiona ancora in ambienti parlamentari, a una correzione parziale tra gli 8 e i 9 miliardi, in attesa della legge di bilancio d'autunno. Che tra l'altro ha già una dote ingombrante a causa della promessa, ribadita ancora una volta da Conte, di disinnescare le clausole Iva”.

La coperta, insomma, è cortissima. Mentre l'impegno finanziario richiesto da reddito di cittadinanza e quota 100 richiede grandissimi sforzi di copertura. E forse rinunce che né Salvini, né Di Maio intendono fare, tanto più sotto campagna elettorale. E' anche vero che il voto arriverà prima delle eventuali decisioni tecniche che il governo prenderà (attese per l'estate) e questo darà la possibilità a Lega e M5s di prendere tempo. Magari rispolverando le accuse di austerity a Bruxelles. Nella speranza che dalle europee arrivi quel cambiamento negli assetti di potere dell'Ue che darebbe alla maggioranza gialloverde più potere contrattuale. 
 

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