Mancano macchinisti per i treni, al via corsi speciali per migranti

Succede in Germania, dove la necessità di trovare una sistemazione a 44mila richiedenti asilo e lo scarso interesse per la professione dei nazionali hanno spinto il land di Baden-Wurttemberg ad aprire le selezioni agli stranieri

Certificato di lingua, patente di guida e via. La Germania lavora per integrare i richiedenti asilo fornendo loro un lavoro come conducenti ferroviari. Il land di Baden-Wurttemberg, nel sud-ovest della federazione, è intenzionato a colmare la carenza di posti di lavoro con i non-tedeschi. La necessità di trovare una sistemazione a 44mila richiedenti asilo e lo scarso interesse per la professione dei nazionali che non vogliono salire nella cabina di comando hanno condotto il governo locale a predisporre la speciale strategia.

Il ministero dei Trasporti di Baden-Wurttemberg ha fatto sapere che nel giro di quindici mesi si renderà necessaria l’assunzione di circa mille nuovi conducenti ferroviari per garantire la continuità del servizio su rotaia. Il turn-over vedrà l’amministrazione locale investire in corsi di lingua e di formazione professionale. Chi avrà una buona conoscenza del tedesco potrà accedere alla scuola-guida per i convogli. La speciale politica sarà finanziata dal Land e dalle compagnie di trasporto, che divideranno i costi necessari.

Circa 1,4 milioni di rifugiati sono entrati in Germania solo tra il 2015 e il 2017. Si tratta principalmente di persone provenienti da Medio Oriente e Nord Africa. Il programma annunciato per la formazione di nuovi macchinisti dovrebbe partire entro la fine dell'anno e potrebbe anche far fronte alle carenze nella costruzione di binari e nel personale di officina. Si tratta di un esperimento, che se tutto va bene potrà fungere anche da esempio.

“Questa iniziativa – spiega Christian Rauch, direttore del dipartimento regionale dell'Agenzia federale per l'impiego della Germania – potrebbe incontrare un grande interesse in altri settori, alla ricerca di lavoratori qualificati tra i rifugiati”.

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