Bilancio Ue, bocciati i tagli ai costi della politica. M5s attacca: “Europa sorda”

I pentastellati chiedono sforbiciate a stipendi e spese degli europarlamentari per dare risorse giovani e piccole imprese

Non sono destinate a placarsi le polemiche legate alle spese delle istituzioni Ue dopo la bocciatura del pacchetto di risparmi presentato dal Movimento 5 Stelle in commissione Bilancio. Coi tagli alla spesa i pentastellati miravano a mettere da parte un tesoretto di 900 milioni da utilizzare per finanziare i fondi per giovani disoccupati e piccole-medie imprese.

“Tutti gli emendamenti per ottimizzare e contenere le spese amministrative nelle istituzioni sono stati oggi respinti dalla commissione Bilancio del Parlamento europeo” spiega in una nota l’eurodeputato M5s Marco Valli. Le sforbiciate proposte dal Movimento, secondo Valli, non erano altro che “proposte di buon senso, ponderate e motivate per dare un segnale ai cittadini”. Nonostante le accuse all’Europa “sorda”, i parlamentari del Movimento sono comunque soddisfatti dei “maggiori stanziamenti per Garanzia giovani, il Corridoio Mediterraneo e le PMI”, anche se queste sarebbero solo “timide aperture”. 

I 5 stelle proponevano di recuperare 336,6 milioni dal taglio agli stipendi, spese di viaggio e indennità ma anche con il ricalcolo delle pensioni degli stessi parlamentari, l’annullamento dei fondi a partiti e fondazioni e la riduzione delle missioni e dei costi del parco auto. Gli emendamenti prevedevano poi sforbiciate per 303 milioni agli stipendi e indennità transitorie dei commissari Ue. Ma anche, e questo vale per la Commissione e le altre istituzioni europee, con la rinegoziazione degli affitti dei vari uffici amministrativi. Infine, l’M5s chiede il taglio dello stipendio del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che guadagna circa 25mila euro al mese senza contare le indennità.  

“Prima di chiedere aumenti di contribuzione, ci aspettiamo dall’Unione europea spending review e lotta contro le inefficienze interne” prosegue Valli, che promette la riproposizione degli emendamenti durante la seduta Plenaria dell’Eurocamera. “Speriamo che il 24 ottobre, data del voto a Strasburgo, alcuni deputati si mettano una mano sulla coscienza e votino per un bilancio più equo” conclude l’europarlamentare M5s. 

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