Lotta al precariato: stessi salari e protezioni tra precari e non e stop ai contratti a "zero ore". M5s: "Schiaffo al Jobs Act"

La ricetta del Parlamento Ue per limitare l'utilizzo del precariato: più ispezioni, maggiori tutele e meno ricorso ai contratti atipici. Rispettare la direttiva sull'orario di lavoro in tutte le forme contrattuali.

Manifestazione contro il precariato. ANSA / FABIO CAMPANA

Lotta al precaricato. Il Parlamento Ue invita la Commissione e gli Stati membri a combattere gli effetti perversi del lavoro precario, assicurando la stessa protezione e la stessa retribuzione tra precari e non-precari e lo stretto rispetto della direttiva Ue sull'orario di lavoro, valida anche per i contratti a "zero ore". La risoluzione approvata oggi a Strasburgo con 312 sì, 75 no e 155 astensioni segue una serie di petizioni ricevute dal Parlamento che hanno segnalato contratti e accordi di lavoro illegali, presunti e sleali, provenienti da tutta l’UE.

Meno contratti a zero ore e più ispezioni

Gli Stati membri devono contrastare le forme di lavoro precario, come i cosiddetti contratti a “zero ore”, che non prevedono un numero minimo di ore di lavoro garantite. E, inoltre, devono controllare che rispettino la direttiva sull'orario di lavoro in modo che siano coperti dalle norme sui periodi minimi di riposo e sui periodi massimi di lavoro. Le ispezioni sul posto di lavoro sono inoltre necessarie affinché i lavoratori soggetti a contratti temporanei o flessibili possano beneficiare almeno della stessa protezione degli altri lavoratori.

Tramutare i contratti a tempo determinato in tempo indeterminato

L’interpretazione della Corte UE che ribadisce come i contratti a tempo determinato ripetuti dovrebbero essere tramutati in contratti a tempo indeterminato, deve essere adeguatamente rispettata da tutti i Paesi Ue e coerentemente inserita nei rispettivi quadri giuridici.

I deputati denunciano inoltre il rinnovo dei contratti a tempo determinato al fine di coprire esigenze non temporanee ma fisse e permanenti e insistono sul fatto che i Paesi Ue debbano valutare la legislazione sul lavoro precario considerando il suo impatto di genere, in quanto le donne costituiscono un gruppo che continuerà a essere colpito in modo eccessivo dal fenomeno. 

La commissione per le petizioni del Parlamento europeo ha ricevuto circa 80 richieste su casi simili da tutta l’Unione, tra cui Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Slovenia, Regno Unito, Grecia e Francia.

M5s: "Uno schiaffo al Jobs Act"

"Oggi al Parlamento europeo - il commento dell'eurodeputata grillina Eleonora Evi - è successo qualcosa di importante che costituisce un mattone per migliorare la vita di milioni di cittadini in tutta Europa e, in particolare, in Italia. Ci siamo battuti per oltre un anno e mezzo col fine di approvare una risoluzione che parlasse di abuso dei contratti a termine e che combattesse, scrivendolo nero su bianco, l’immenso problema del precariato. È l’ennesimo schiaffo ricevuto dalle folli politiche dei Governi italiani - di centrodestra e centrosinistra, dal Jobs Act in giù - che in questi anni hanno contribuito ad acuire il problema, colpevoli di aver reso il lavoro tanto flessibile da non consentire più alle persone di poter vivere una vita serena e di progettare un futuro. Il tasso di natalità italiano - oltre che naturalmente i numeri duri e crudi sulla povertà, sulla disoccupazione e sull’abuso di contratti a termine - è un indicatore preoccupante, nonché una spia, che dovrebbe rendere evidente come il sistema Paese sia oggettivamente malato".

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