Liberi professionisti, l'Italia ha il record Ue. E pagano più Irpef dei dipendenti 

Il nostro paese ha il maggior numero di tutta Europa: oltre 1,4 milioni solo quelli iscritti a un albo. Allargando lo sguardo all'universo degli autonomi, gli indipendenti versano in media 4.700 euro di imposta sulle persone fisiche

Europarl

L'Italia è il paese con il maggior numero di liberi professionisti in Europa: solo quelli iscritti a un albo professionale superano la quota di 1,4 milioni e costituiscono il 5% delle forze lavoro. Ma nonostante questo, mancano ancora tutele adeguate per questa fascia di popolazione. A partire dalla questione fiscale: sono proprio i lavoratori autonomi a pagare, in media, più Irpef rispetto ai dipendenti.  E' quanto emerge da due diversi studi, il Rapporto 2017 sulle libere professioni in Italia, curato dall'Osservatorio libere professioni di Confprofessioni, e una ricerca della Cgia di Mestre

Le libere professioni

Per quanto riguarda le libere professioni, il nostro paese conta 24 liberi professionisti ogni mille abitanti e il loro numero è in costante aumento. Le libere professioni si dimostrano essere un settore prevalentemente maschile: due terzi dei professionisti sono uomini. Per la natura della professione, che prevede nella maggior parte dei casi alcuni anni di tirocinio/praticantato o specializzazioni post-lauream, l'età media dei liberi professionisti in Italia è elevata: 46,4 anni. 

Nonostante la lista delle libere professioni risulti molto articolata, la distribuzione dei professionisti si concentra su un numero limitato di grandi gruppi professionali: le prime 6 professioni (avvocati, medici, commercialisti, architetti, agenti di commercio e tecnici in ambito ingegneristico) assommano oltre il 50% del campione. 

Gli aspetti più critici per i professionisti sembrano essere il guadagno e la stabilità del lavoro. Addirittura, più del 70% è poco o per niente soddisfatto del guadagno. Inoltre, arriva quasi al 70% la quota di coloro che sono poco o per niente soddisfatti delle opportunità di carriera e della stabilità del lavoro. Per Confprofessioni, uno dei problemi maggiori per il settore è la carenza di rappresentanza.

Autonomi e tasse

Allargando lo sguardo all'intera platea di autonomi, un altro dato che emerge è come i lavoratori indipendenti siano più tartassati sull'Irpef rispetto a dipendenti e pensionati. Secondo la Cgia di Mestre, sulla base dei dati emersi dalle dichiarazioni dei redditi del 2016, i vari artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e liberi professionisti versano mediamente poco più di 4.700 euro di Irpef  all'anno, rispetto ai 4.000 euro che mediamente vengono prelevati dalla busta paga di un lavoratore dipendente e ai poco più di 2.900 euro che, invece, il fisco incassa da ogni pensionato.

In totale, i contribuenti con partite Iva sono 4,6 milioni e danno al fisco 22,5 miliardi, il 14,5 % del totale. "Abbiamo ritenuto necessario puntualizzare questa questione - dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo a Repubblica - per sconfessare una tesi sempre più diffusa secondo la quale le tasse in questo paese vengono pagate principalmente da coloro che subiscono il prelievo alla fonte. Per carità, nessuno disconosce che tra il lavoro autonomo ci siano delle sacche di evasione o di sotto-dichiarazione che vanno assolutamente contrastate, ci mancherebbe. Questi dati, tuttavia,  dimostrano inconfutabilmente che il popolo delle partite Iva dà un contributo significativo alle casse dell'erario ed è mediamente più tartassato degli altri contribuenti”.

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