Fondi Ue a rischio, Bruxelles scrive a Lezzi: "Pronti ad aiutarvi, ma attenersi alle regole"

L'Italia è in grave ritardo nella spesa dei fondi strutturali e le Regioni del Sud potrebbero perdere parte delle risorse assegnate. La commissaria europea Corina Cretu apre alla richiesta del governo gialloverde di aumentare la quota di cofinanziamento comunitaria

Le regioni italiane, in particolare quelle del Sud, sono in grave ritardo con la spesa dei fondi strutturali europeia. E cosi' la Commissione Ue apre alla possibilità di aumentare la quota di cofinanziamento dei progetti da parte delle casse di Bruxelles per favorire le regioni in difficoltà e velocizzare la spesa. Lo ha annunciato la commissaria Ue alle Politiche regionali, Corina Cretu, in una lettera inviata alla ministra per il Sud, Barbara Lezzi.   

Era stata infatti la ministra 5 stelle a chiedere, come già fatto in passato dall'Italia, la possibilità di aumentare la quota comunitaria in modo da ridurre quella a carico dello Stato e degli enti locali. In questo modo, le regioni che hanno problemi di bilancio potranno evitare di perdere le risorse a disposizione da qui al 2020, quando scadrà il programma in corso.  

"Sono a conoscenza della richiesta dell'Italia" di aumentare la quota europea di co-finanziamento per i programmi che utilizzano fondi strutturali, ha spiegato Cretu, "la Commissione ha risposto alla lettera" del governo e "sollecita" le autorità italiane a inviare le richieste con le modifiche "il prima possibile". "Siamo qui per aiutare. C'è apertura, ma abbiamo anche delle regole cui dobbiamo attenerci", ha aggiunto.

"Parlerò con la ministra Lezzi - spiega la commissaria - "per comprendere cosa può essere adottato dalla Commissione entro fine anno. Secondo le regole nazionali - ricorda Cretu - le risorse liberate dalla riduzione della quota di co-finanziamento devono essere usate nello stesso territorio e in linea con gli obiettivi della politica di coesione. La Commissione lo ribadisce nella lettera. Se si vogliono spostare" le risorse "temo occorra passare per il Parlamento europeo". Cretu assicura che col governo "c'è uno scambio continuo". 

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Commenti (2)

  • Siamo vittime anche dei nostri IPERCONTROLLI e non solo per la mala burocrazia. All’estero i controlli interni sui progetti UE sono spesso più rarefatti ecco perchè riescono a spendere tutti i fondi UE. Noi tra ricorsi interni, denunce degli esclusi, controlli e controllini, controlloni, ecc. spesso ci blocchiamo e guarda caso, proprio nelle Regioni dove l’allarme corruzione è alto. Mi rifiuto di credere che i tecnici istruttori delle Regioni meridionali siano più Asini dei loro colleghi del Nord. È solo una maggiore paura a commettere errori e poi finire negli strali dei controlli, che spinge molti funzionari ad una estrema prudenza amministrativa.

  • tradotto in salviniano significa:siccome le regioni del sud non spendono tutti i fondi che hanno a disposizione perchè non li trasferiamo al nord?

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