Lavoratori distaccati, accordo a Bruxelles per fermare lo sfruttamento degli stranieri

Consiglio e Parlamento hanno concordato le nuove regole secondo cui il distaccamento può durare massimo un anno e mezzo, poi si dovranno garantire gli stessi salari del Paese ospitante

Nel 2016 nell'Unione europea c'erano 2,3 milioni di lavoratori distaccati, lavoratori che sono stati inviati dalla propria azienda a svolgere temporaneamente un servizio in un altro Stato membro. Si tratta di un fenomeno che è aumentato del 69% tra il 2010 e il 2016 e che sta creando non pochi problemi di sfruttamento. Per questo Bruxelles è determinata a intervenire e questa notte è stato siglato l'accordo finale tra Consiglio Ue e Parlamento Europeo sulla revisione della direttiva in materia, un accordo secondo cui il lavoro distaccato potrà durare al massimo un anno estendibile di altri sei mesi, e dopo questo periodo il lavoratore dovrà guadagnare secondo le regole dello Stato in cui svolgerà il servizio. In questo modo si punta a ridurre il fenomeno secondo cui dai Paesi meno ricchi si tende a inviare lavoratori per svolgere lo stesso compito dei colleghi della nazione ospitante ma a costi molto inferiori.

Secondo l'eurodeputata francese Elisabeth Morin-Chartier del Ppe, l'accordo "indica una chiara direzione verso un'Europa più sociale, con una concorrenza più equa tra le aziende e più diritti per i lavoratori". Per la socialista olandese Agnes Jongerius "ora i colleghi possono essere di nuovo colleghi, e non concorrenti. Si tratta di un passo importante, per creare un'Europa sociale che protegga i lavoratori e faccia in modo che ci sia una concorrenza leale".

Secondo il testo concordato, tutte le norme sulla retribuzione del paese ospitante, stabilite dalla legge o da eventuali contratti collettivi, si applicano ai lavoratori distaccati. Le spese di viaggio, vitto e alloggio dovranno essere pagate dal datore di lavoro e non detratte dagli stipendi dei lavoratori. I datori di lavoro dovranno inoltre garantire che le condizioni di alloggio per i lavoratori distaccati siano decenti e in linea con le norme nazionali.

Ora gli Stati membri dell'Ue avranno due anni di tempo per trasporre le nuove norme nei rispettivi ordinamenti, dopodiché inizieranno ad applicarsi. L'accordo tra Consiglio e Parlamento ora dovrà essere confermato dal Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei Paesi presso l'Ue e adottato dalla commissione Lavoro e Questioni sociali del Parlamento Europeo; prima di entrare in vigore, la direttiva rivista dovrà essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento Europeo in plenaria.

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