La proposta tedesca: "Basta a limite 8 ore di lavoro al giorno"

Lo suggerisce un rapporto dei “cinque saggi” nominati da Angela Merke: "L’idea che la giornata lavorativa inizi la mattina in ufficio e si concluda con l’abbandono pomeridiano dell’azienda, è ormai obsoleta”. I sindacati sul piede di guerra

© European Union 2007 - EP

Per adesso è solo una proposta, ma potrebbe cambiare le vite di milioni di persone, rendendo la separazione tra ufficio e tempo libero sempre più sottile. La Germania, infatti, sta pensando di abolire il limite, quasi sacro da quelle parti e in generale nel Nord Europa, delle 8 ore lavorative quotidiane. Lo suggerisce un rapporto dei “cinque saggi” nominati da Angela Merkel per delineare le possibili modifiche alle legge che regola l'organizzazione del lavoro. Un rapporto contro il quale i sindacati hanno già innalzato barricate. 

Il presidente dei cinque consiglieri economici del governo, Christoph Schmidt, ha spiegato, come riporta Repubblica, che “ormai l’idea che la giornata lavorativa inizi la mattina in ufficio e si concluda con l’abbandono pomeridiano dell’azienda, è obsoleta”. Nell’epoca digitale, bisogna introdurre più flessibilità: “Le aziende hanno bisogno della certezza che non infrangono la legge se un impiegato partecipa di sera a una conferenza telefonica e se a colazione legge le mail”. Per questo, nel loro rapporto, i “cinque saggi” hanno suggerito di cancellare i limiti giornalieri, che di norma sono 8 ore ma che possono arrivare a 10 in alcuni casi con l'obbligo, pero', di recuperi settimanali. 

I sindacati tedeschi sono sul piede di guerra. Il presidente della Dgb, Reiner Hoffmann, ha attaccato Schmidt, accusandolo di “negare la realtà”: i tempi sono cambiati e per molti lavori vale già una deroga perenne alle otto ore. Abolire il limite giornaliero, per i rappresentanti dei lavoratori, significherebbe soltanto legittimare abusi.

Il dibattito è iniziato e s'incrocia con le trattative in corso per la formazione del nuovo governo: la cancelliera Angela Merkel sta cercando di stringere un accordo con liberali e verdi, per formare quello che in Germania chiamano la coalizione “Giamaica”, dai colori dei tre partiti che la comporrebbero (il terzo è la Cdu). Sono i liberali a spingere per una maggiore flessibilità degli orari, anche in relazione allo sviluppo del settore digitale, che sta rivoluzionado l'organizzazione del lavoro. 

Se la proposta tedesca dovesse diventare realtà, anche il resto d'Europa potrebbe adeguarsi. Non è un caso che pochi giorni fa a Goteborg, in occasione del lancio del cosiddetto Pilastro sociale dell'Ue, la leader degli industriali europei, Emma Marcegaglia, abbia puntato il dito contro l'introduzione di una serie di nuove tutele per i lavoratori: “Bisogna essere competitivi”, è stato il suo monito. Orari di lavoro più flessibili vanno proprio in questa direzione.

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