La disoccupazione nella Zona euro all'8,9% a settembre, mai così bassa dal novembre 2008

In Italia il tasso di senza lavoro tra i giovani è tra i più alti in Europa (35,7%), fanno peggio del nostro Paese soltanto Grecia (42,8%) e Spagna (37,2%)

La disoccupazione nella Zona euro a settembre è scesa all'8,9%, rispetto al 9% registrato ad agosto, si tratta del tasso più basso dal novembre 2008, periodo antecedente allo scoppio della crisi. Nell'intera Unione le cose vanno meglio, con la disoccupazione al 7,5%, stabile rispetto ad agosto e in calo rispetto all'8,4% del settembre 2016. Lo rivelano i dati Eurostat che segnalano come i tassi di disoccupazione più bassi siano in Repubblica Ceca (2,7%), Germania (3,6%) e Malta (4,1%). Il tasso più alto è stato invece registrato in Grecia, (21% a giugno) e Spagna (16,7%). Rispetto a un anno fa il numero dei senza lavoro è diminuito in tutti gli Stati membri, tranne che in Finlandia, dove è rimasto stabile e in Lituania, dove è passato dal 7,6% al 7,7%. Il tasso di disoccupazione giovanile, a settembre è stato invece pari al 16,5% nei Paesi Ue a 28 e al 18,7% nei diciannove Stati con la moneta unica, in calo rispetto al 18,3% e al 20,4% di settembre 2016. Il tasso di disoccupazione giovanile più basso è stato registrato in Germania (6,4%), mentre il più alto in Grecia (42,8 a luglio), Spagna (37,2%) e Italia (35,7%).

La situazione in Italia

Nel nostro Paese a settembre la stima degli occupati è sostanzialmente stabile rispetto ad agosto, dopo la crescita osservata negli ultimi mesi. Secondo l'Istat il tasso di occupazione dei 15-64enni si attesta al 58,1% (-0,1 punti percentuali). Per l'istituto statistico italiano la stabilità dell'occupazione nell'ultimo mese è frutto di un aumento tra gli uomini e gli over 35 e di un equivalente calo tra le donne e i 15-34enni. Risulta in crescita il numero degli indipendenti, stabili i dipendenti a termine, in calo i permanenti. Nel periodo luglio-settembre si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,5%, +120 mila) che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L'aumento si concentra quasi esclusivamente nell'occupazione a termine.

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