Ikea, l'Antritrust Ue apre indagine. Verdi: “Non pagate tasse per 1 miliardo”

Lo ha annunciato la commissaria Vestager. I riflettori puntati su una società in Olanda, che avrebbe consentito al colosso svedese di far transitare i profitti realizzati in altri paesi europei verso regimi fiscali più favorevoli

La commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha aperto un'indagine formale sull'Ikea, il leader mondiale nella vendita di mobili. Il sospetto è che il colosso svedese avrebbe usufruito di tax ruling, accordi fiscali favorevoli, in Olanda per eludere il pagamento di tasse in diverse parti dell'Europa. Un sospetto che era stato sollevato nel 2016 dal gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, che in un loro report avevano accusato l'Ikea di aver eluso circa 1 miliardo di euro.

"Tutte le società, grandi o piccoli, multinazionali o no, devono pagare la loro giusta parte di tasse", ha detto la commissaria Vestager. "Gli Stati membri non possono lasciare alcune imprese pagare meno tasse permettendo loro di trasferire artificialmente i loro profitti altrove", ha spiegato Vestager, annunciando "Un esame minuzioso del trattamento fiscale che l'Olanda ha applicato a Inter Ikea".

Il gruppo Inter Ikea gestisce le attività di franchising dei negozi Ikea nel mondo, che pagano il 3% del loro fatturato alla casa madre. Secondo l'antitrust Ue, due tax ruling concessi dall'amministrazione fiscale olandese nel 2006 e 2011 hanno ridotto in modo significativo i profitti imponibili di Inter Ikea in Olanda, con un vantaggio selettivo per il colosso svedese rispetto a altre società sottoposte alle stesse regole fiscali nazionali, che sarebbe contrario alle regole dell'Ue sugli aiuti di Stato. Grazie al tax ruling del 2006 una parte consistente dei profitti di Inter Ikea in Olanda sarebbero stati trasferiti a un'altra società del gruppo basata in Lussemburgo. Con il tax ruling del 2011 i profitti alla fondazione della casa madre sarebbero andati in Lichtenstein. Secondo uno studio dei Verdi europei, grazie a questo sistema, l'Ikea avrebbe evitato di pagare 1 miliardo di euro di tasse tra il 2009 e il 2014.

Non è la prima volta che l'Olanda finisce nel mirino dell'Antitrust Ue per le agevolazioni fiscali concesse alle multinazionali. Nel 2015, la Commissione europea aveva condannato Starbucks a versare nelle casse olandesi circa 30 milioni di euro di tasse non pagate. Un caso che non sarebbe isolato, secondo molte ong, come Oxfam, che ha chiesto a Bruxelles di inserire i Paesi Bassi nella blacklist dei paradisi fiscali.   

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