Hacker, frodi e privacy, adesso la Svezia teme l'addio al contante: “Monete e banconote di carta sono più sicure”

Il paese scandinavo sta riducendo al minimo l'uso del cash e prevede di abolirlo del tutto entro il 2015. Ma non tutti vedono di buon occhio un futuro fatto solo di carte di credito e transazioni online. Ecco perché

In Svezia è sempre più difficile pagare in contanti quando si fanno acquisti in negozio. Solo il 2 per cento delle transazioni, infatti, avvengono oggi in cash. E il numero di esercenti che non accettano monete e banconote cresce di giorno in giorno. L'obiettivo è abolire il contante entro il 2025. Ma dopo aver raccolto il plauso internazionale per questa svolta tecnologica, gli stessi svedesi cominciano ad avere paura di abbandonare per sempre carta e metallo. 

Sistema a controllo pubblico

Il dibattito si è animato soprattutto da quando il governatore della banca centrale svedere, Stefan Ingves, ha chiesto una nuova legislazione per assicurare il controllo pubblico sul sistema dei pagamenti, sostenendo che la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti è un "bene collettivo" come la difesa e la giustiza. “La maggior parte dei cittadini si sentirebbe a disagio nel cedere queste funzioni sociali a società private”, ha affermato.

La fiducia verso la politica

In un sistema di pagamenti digitali controllato a livello pubblico, la fiducia verso il governo e la politica è fondamentale. Una fiducia che in Svezia resta alta ancora oggi. Ma non è detto che sarà sempre cosi'. A lanciare l'allarme, tra gli altri, è Christian Engström, un ex eurodeputato del Partito Pirata, ossia il movimento che più di tutti si è battuto in Svezia per la promozione della democrazia diretta attraverso l'uso del web. Ma sui pagamenti digitali la posizione è tutt'altro che futurista: un sistema del genere potrebbe essere un rischio per la democrazia, la privacy e la libertà dei cittadini. 

Il pericolo "Grande Fratello"

Il problema, secondo Engström, è che in un sistema senza cash lo Stato avrebbe maggiori poteri di controllo sui cittadini. E al contempo, le banche avrebbero in cassa la totalità dei risparmi privati. “Dovremmo fidarci per sempre del governo e sperare che le banche non vadano in bancarotta”, dice l'ex eurodeputato al Guardian. “Si guardi all'Irlanda – continua Engström - dove l'aborto è illegale. È molto più facile per le autorità identificare le donne irlandesi che hanno abortito se lo Stato è in grado di monitorare tutte le transazioni finanziarie digitali. Se hai il controllo dei server appartenenti a Visa o MasterCard, hai il controllo della Svezia”. 

La voce dei pensionati

Sulla stessa linea Björn Eriksson, 72 anni, un ex commissario della polizia nazionale e leader di un gruppo chiamato Cash Rebellion, finora bollato come la voce degli anziani tecnologicamente arretrata. “Quando hai un sistema completamente digitale non hai armi per difenderti se qualcuno lo spegne”, dice Eriksson. “Se Putin invaderà Gotland (l'isola più grande della Svezia, ndr), gli sarà sufficiente spegnere il sistema dei pagamenti. Nessun altro paese penserebbe mai di prendere questo tipo di rischi”. 

Le frodi 

Altro problema è quello dgli attacchi hacker e delle frodi, cosi' come i problemi tecnici per i pagamenti con carta come quelli sperimentati da due banche svedesi o per il Bank ID, il sistema di autorizzazione digitale che consente alle persone di identificarsi a fini di pagamento utilizzando i propri smartphone. “I truffatori hanno già imparato a sfruttare le idiosincrasie del sistema per ingannare le persone e derubarle di grandi somme di denaro, persino delle loro pensioni”, denuncia al Guardian un consulente informatico. 

Il 70% vuole il contante

Che le preoccupazioni siano diffuse nella società svedese lo rivela un recente sondagggio: quasi sette intervistati su 10 hanno dichiarato di volere mantenere l'opzione di utilizzare denaro contante, mentre solo il 25% desidera una società completamente senza contanti.

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