Ora anche i tedeschi vogliono il reddito di cittadinanza (e a proporlo sono gli alleati del Pd in Europa)

Il sindaco di Berlino Mueller, che fa parte dell'Spd, il partito socialdemocratico che a Bruxelles è partner dei dem, ha lanciato una proposta che è arrivata sul tavolo del governo Merkel e che ricorda quella del Movimento 5 Stelle. Solo che costerebbe molto meno che in Italia. Ecco perché

ANSA/ANGELO CARCONI

Il reddito di cittadinanza conquista la Germania. Detta cosi', sembra quasi che la proposta del Movimento 5 Stelle, al centro delle difficili trattative con la Lega e il centrodestra per trovare un'intesa di governo, abbia trovato sponda persino nella patria dei falchi dell'austerity. Ma le cose non stanno proprio cosi'. Anche se l'idea avanzata dal sindaco socialdemocratico di Berlino, Michael Mueller, e ora sul tavolo della cancelliera Angela Merkel, ha molti punti di congiunzione con la proposta pentastellata.

Il reddito di cittadinanza “alla tedesca”

La proposta di Mueller, esponente di spicco della Spd di nuovo al governo insieme ai popolari di Merkel, ha un aggettivo che manca alla versione italiana: si chiama infatti reddito “sociale” di cittadinanza. Come scrive Repubblica, l'idea “è di concedere a chi non trova lavoro da tempo, ai disoccupati di lunga durata, un'occupazione socialmente utile, retribuita con soldi pubblici, che valga circa 1.500 euro lordi”. Quasi il doppio di quella prevista dalla proposta del M5s. Anche i 5 Stelle prevedono che chi percepisce l'assegno dedichi 8 ore alla settimana per “progetti comunali utili alla collettività”. Ma nella versione tedesca, le ore dedicate al lavoro sarebbero decisamente maggiori. 

I costi

Altra differenza sostanziale tra i due redditi di cittadinanza è il costo per le casse pubbliche. Nella proposta di Mueller, infatti, la platea di riferimento sarebbe quella dei disoccupati di lungo termine, che in Germania sono circa 720mila. In Italia, il numero è molto più alto, intorno a 1,7 milioni, e a questi vanno aggiunti, stando alla proposta M5s, tutti i cittadini che hanno un reddito al di sotto della soglia di povertà. Facendo i calcoli, se nella versione pentastellata servono 16 miliardi di euro  di copertura, in quella teutonica ci si ferma a circa 3,5 miliardi, stando alle cifre esposte dal sindaco di Berlino. 

Il caso di Hartz IV

Ma non solo: a differenza che in Italia, la platea interessata dalla proposta riceve già dei cospicui aiuti pubblici. Si chiama Hartz IV, “il figliastro più odiato della famosa Agenda 2010 del cancelliere socialdemocratico Gerhard Schroeder, l'assegno di disoccupazione o di integrazione al reddito che in Germania è diventato quasi uno stigma”, spiega Repubblica. L'assegno, che scatta per i disoccupati di lunga durata, compresi i migranti (tra cui tantissimi italiani), viene visto oggi come una sorta di incentivo a restare disoccupati: è vero che chi lo riceve deve dimostrare di cercare attivamente lavoro (come nella proposta 5 Stelle), ma il fatto che non abbia scadenza ha generato molte polemiche. E adesso gli stessi socialdemocratici che lo hanno messo in campo lo accusano di essere tra le cause del calo di consensi.

Da qui, l'idea di sostituirlo con il reddito sociale di cittadinanza. La cancelliera Merkel sembra scettica, ma un sondaggio recente parla di una stragrande maggioranza di tedeschi che appoggiano l'iniziativa. Il costo, poi, rientrerebbe secondo Mueller nei 4 miliardi previsti dal Contratto di coalizione tra Spd e Cdu (il partito della cancelliera) per risolvere il problema dei disoccupati di lungo termine. 
 

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