Pil e produzione industriale in calo, la locomotiva tedesca è in crisi

Non si puo' ancora parlare di recessione, ma dopo 10 anni di crescita l'economia della Germania comincia a mostrare segnali d'indebolimento. Che potrebbero colpire l'export italiano

Parlare di recessione è ancora presto, ma il fatto che nel giro di un anno la produzione industriale abbia segnato un calo del 6,2% e che per ben due volte le rilevazioni trimestrali del Pil abbiano avuto il segno meno comincia a preoccupare la Germania. E con Berlino, tutti quei Paesi le cui economie sono strettamente legate a quella tedesca (come il nostro export, tanto per intenderci).

I dati diffusi oggi da Eurostat sono l'ultimo segnale di un rallentamento significativo della locomotiva tedesca, dopo 10 anni di crescita (quasi) ininterrotta, nonostante le crisi globali. Il Pil è sceso nel secondo trimestre dello 0,1% rispetto ai primi 3 mesi dell'anno, cosa che era già successa a fine 2018. Il dato sulla produzione industriale conferma le difficoltà di un'economia che se da un lato assorbe tanto sul fronte del mercato interno europeo, dall'altro è fortemente orientata all'esportazione verso il resto del mondo.

Ecco perché a pesare su questi dati sono senza dubbio le tensioni nel commercio estero mondiale, i difficili rapporti tra Cina e Usa con la loro guerra dei dazi e le imprevedibili prospettive della Brexit. E' anche vero che prima di parlare di crisi in Germania bisogna guardare bene a tutti gli aspetti dell'economia: i consumi privati, infatti, sono aumentati e lo stesso vale per gli investimenti delle imprese. Ma restano le nubi all'orizzonte: il Pil potrebbe ancora contrarsi, tanto che "l'indice Zew sul sentiment economico di agosto è diminuito a -44,1, il livello minimo dal dicembre 2011", scrive Radiocor.

I dati del Pil tedesco "segnano definitivamente la fine del decennio d'oro per l'economia tedesca", commenta Carsten Brzeski, economista di Ing Bank, ricordando che dalla recessione del 2008-2009 la Germania aveva in media registrato una crescita dello 0,5% su base trimestrale. "E' inevitabile che riparta la discussione su misure di rilancio", aggiunge l'economista, anche se la cancelliera Angela Merkel ha scartato finora l'idea di un pacchetto di stimolo. "Quello di cui abbiamo bisogno non sono frettolose misure, ma intelligenti politiche di crescita a favore dell'occupazione", ha spiegato il ministro dell'Economia, Peter Altmaier. 

Potrebbe interessarti

  • Crociere da record, 7 milioni passeggeri nell'Ue: Italia prima destinazione

  • Sciopero Ryanair a fine agosto, ecco perché i piloti minacciano lo stop di 48 ore

  • Alta velocità Napoli-Bari, oltre 100 milioni dalla Commissione Ue

  • "Provoca terremoti", chiude il più grande giacimento di gas naturale d'Europa

I più letti della settimana

  • Crociere da record, 7 milioni passeggeri nell'Ue: Italia prima destinazione

  • Sciopero Ryanair a fine agosto, ecco perché i piloti minacciano lo stop di 48 ore

  • Alta velocità Napoli-Bari, oltre 100 milioni dalla Commissione Ue

  • "Provoca terremoti", chiude il più grande giacimento di gas naturale d'Europa

  • "Il reddito di cittadinanza anche a noi", in Belgio favorevoli 6 su 10

  • Crisi governo, Bruxelles 'promuove' Conte: "Ha fatto bene in contesto problematico"

Torna su
EuropaToday è in caricamento