Filiera del legno, Italia prima in Europa. E il Il 70% delle imprese investe in innovazione e ricerca

La capodelegazione Pd a Bruxelles Toia: “Si tratta di un mondo che può e deve beneficiare dello Strumento Pmi della Commissione europea”

© European Union 2017 - Source : EP

Ricerca e innovazione sono fondamentali per lo sviluppo delle imprese e per sostenerle i finanziamenti europei possono essere determinanti. La filiera del legno lo ha capito e infatti ben il 70 per cento investe in questi campi. Lo ha sottolineato la capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, Patrizia Toia, al convegno nazionale del Legno al Kilometro Rosso di Bergamo. "L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di imprese in questo settore con una produzione complessiva che si attesta a poco più di 41 miliardi, di cui la metà del sistema arredo e che dà lavoro a oltre 321mila persone”, ha spiegato sottolineando i “continui investimenti in Ricerca e Sviluppo: oltre il 70% delle imprese ha effettuato investimenti, mediamente circa il 2% del loro fatturato". Secondo un’indagine realizzata presso le imprese associate a FederlegnoArredo sono le micro imprese a puntare maggiormente sull'innovazione. Il valore dell’investimento varia in base alla dimensione, partendo da quasi l’1% delle grandi fino a raggiungere il 3,2% nelle piccole.

"Si tratta di un mondo che può e deve beneficiare dello Strumento Pmi (Sme Instrument)” della Commissione europea, “un fondo il cui obiettivo è quello di soddisfare i bisogni finanziari delle Pmi”, ha spiegato Toia, e lo può fare “mediante un percorso che, con i nuovi bandi del 2018 e 2019, sarà sviluppato in ben tre fasi che ricalcano l’intero ciclo innovativo: dalla valutazione della fattibilità tecnico-commerciale dell’idea, passando per la validazione del prototipo su scala industriale e della prima applicazione sul mercato fino ad opportunità di networking per la fase della commercializzazione".

Negli oltre tre anni di storia dello Sme Instrument, ha aggiunto l'europarlamentare, "sono stati finanziati complessivamente oltre 2.800 progetti, erogando risorse a fondo perduto per 1,2 miliardi di euro a livello europeo”, e tra questi “l’Italia ottiene un ottimo secondo posto con 412 progetti finanziati, dopo la Spagna, mentre in termini di finanziamenti ricevuti raggiunge i 118 milioni di euro, dietro Spagna e Gran Bretagna”. In termini di progetti l’Italia, ha spiegato ancora Toia “conquista quindi una fetta pari al 14,7% del totale, quota che scende al 10% in termini di fondi. Il che probabilmente dipende dalla dimensione delle nostre imprese, molte delle quali di micro o piccole dimensioni”.
Toia ha ricordato poi che "la forte spinta verso una circolarità dell’economia e il costante investimento in termini di Ricerca e Sviluppo” "tanno aprendo “nuove frontiere che consentono di pensare (e ripensare) i prodotti in maniera diversa, fin dalla loro progettazione”.

L'esponente Pd ha fatto gli esempi di imprese che in Italia “sempre più spesso realizzano prodotti con unità mono-materiche, poi facilmente riciclabili. In tal modo, gli oggetti vengono ideati per essere poi facilmente disassemblati". Questa scelta, ha concluso l'europarlamentare, "oltre a mostrare un perfetto connubio tra innovazione e miglioramento ambientale, si sta dimostrando una strada vincente in grado di generare profitto in una logica di social responsability".

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