Export più rapido e maggiori controlli sui prodotti, dall'Ue misure per rafforzare il mercato interno 

La Commissione ha presentato oggi due proposte legislative finalizzate a rendere più facile per le Pmi vendere i propri prodotti in Europa. Stop a ostacoli burocratici tra gli Stati membri e più scambi di informazioni sulla sicurezza delle merci 

Il vicepresidente della Commissione Ue Katainen © European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service

L'Ue prova a rafforzare gli scambi commerciali tra gli Stati membri. In vista del 25esimo compleanno del mercato unico, Bruxelles ha presentato due proposte di regolamento il cui obiettivo è “rendere più facile per le imprese, in particolare le Pmi, la vendita dei loro prodotti in Europa” e “rafforzare i controlli da parte delle autorità nazionali e dei funzionari doganali per impedire la vendita ai consumatori europei di prodotti non sicuri”.

Il reciproco riconoscimento

La prima proposta riguarda il cosiddetto principio del “reciproco riconoscimento”, che garantisce che i prodotti che non sono soggetti a una regolamentazione a livello dell'Ue possano, in linea di principio, circolare liberamente all'interno del mercato unico se sono legalmente commercializzati in uno Stato membro. Questo principio dovrebbe consentire ai fabbricanti di vendere i loro prodotti in Europa, senza sottostare a ulteriori prescrizioni. Non sempre tuttavia tale principio funziona come dovrebbe. Nella pratica, le imprese che intendono vendere prodotti come calzature, stoviglie o mobili in un altro Stato membro si trovano spesso a dover affrontare ostacoli, ritardi e costi supplementari. Per applicare il principio in modo più rapido, più semplice e più chiaro, la Commissione propone un nuovo regolamento grazie al quale le imprese sapranno se potranno vendere i loro prodotti in un altro paese dell'Ue entro un paio di mesi e non anni. Avranno inoltre la possibilità di ricorrere a una dichiarazione volontaria per dimostrare che i loro prodotti soddisfano tutte le pertinenti prescrizioni nel loro paese, rendendo così più facile per le autorità di altri Stati membri valutare se il reciproco riconoscimento può applicarsi o meno.

I controlli

La seconda misura riguarda i controlli sulla sicurezza dei prodotti. Stando a una recente indagine, il 32% dei giocattoli, il 58% dei dispositivi elettronici, il 47% dei prodotti da costruzione e il 40% dei dispositivi di protezione individuale venduti sul mercato europeo non soddisfano i requisiti in tema di sicurezza o di informazioni ai consumatori previsti nella legislazione Ue. Oltre a rappresentare un rischio per i consumatori, tali prodotti pongono in una situazione di svantaggio competitivo le imprese virtuose. Per superare queste criticità, Bruxelles punta a una maggiore collaborazione tra le autorità nazionali di vigilanza del mercato. Ciò comprenderà lo scambio di informazioni sui prodotti illegali e sulle indagini in corso in modo che le autorità possano adottare misure efficaci nei confronti dei prodotti non conformi. Il regolamento aiuterà inoltre le autorità nazionali a migliorare i controlli sui prodotti che entrano nel mercato dell'Ue. Dal momento che nell'Ue il 30% delle merci è importato, la Commissione propone inoltre di rafforzare le ispezioni nei porti e alle frontiere esterne.

Per Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Ue, “il mercato unico con 500 milioni di consumatori rappresenta un grande successo per l'Unione europea. Oggi compiamo un altro passo avanti per eliminare gli ostacoli, rafforzare la fiducia e consentire alle nostre imprese e ai consumatori di trarne il massimo vantaggio”. 
I due nuovi regolamenti saranno ora trasmessi al Parlamento europeo e al Consiglio. Una volta adottati, saranno direttamente applicabili.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I lavoratori stranieri bocciano l'Italia: “Economia senza prospettive”. Meglio il Vietnam

  • Meloni contro l'Ue: “Blocca seggiolini auto anti-abbandono”. Ma è davvero così?

  • Cinque posti dove sei pagato solo per viverci. E c'è anche l'Italia

  • Migranti, M5s: "Porti chiusi senza intesa Ue". Ma la Francia: "Prima sbarchi, poi solidarietà"

  • Migranti, il governo tedesco si spacca sulla 'solidarietà' all'Italia

  • Regno Unito nuova Singapore, paura Ue: con la Brexit Londra mega paradiso fiscale

Torna su
EuropaToday è in caricamento