I lavoratori stranieri bocciano l'Italia: “Economia senza prospettive”. Meglio il Vietnam

Insoddisfatti dell’ambiente professionale, preoccupati per la stabilità, delusi dalle scarse possibilità di carriera. Gli expat che trovano un'occupazione nel Belpaese lamentano anche troppe difficoltà quotidiane per chi non parla italiano

Bella da visitare in vacanza, ma penultima tra le mete preferite di chi si sposta per lavorare. È quanto emerge dalla classifica stilata da InterNations, comunità di “expat” con oltre tre milioni e mezzo di membri sparsi per 390 città in tutto il mondo, che ha raccolto le opinioni dei suoi iscritti sui punti di forza e di debolezza dei Paesi d’adozione. Il Belpaese arriva ultimo per la qualità della vita lavorativa, un indice che prende in considerazione la soddisfazione degli stranieri che lavorano in Italia, le possibilità di carriera, la sicurezza del posto di lavoro e il trattamento economico. A preoccupare gli stranieri è soprattutto “l’economia in grave difficoltà” e “senza prospettive”, come la descrive un expat russo.

L'Italia vista dagli stranieri

In generale, l’Italia si posiziona al 63esimo posto su 64 destinazioni nel sondaggio dal titolo Expat insider 2019, classificandosi fra gli ultimi 10 Paesi al mondo. Oltre alla pessima performance sulla vita lavorativa, pesa come un macigno la 62ma posizione su 64 per le risorse finanziarie personali e le difficoltà di inserimento nella società italiana. Principale ostacolo per chi vuole ambientarsi nel Belpaese sarebbe la barriera linguistica, riscontrata da due terzi degli intervistati (67% contro il 40% su scala globale). “Le persone parlano solo in italiano e non sono interessate agli stranieri”, scrive un tedesco.

Bel tempo e digitalizzazione

Mentre l’85% apprezza il clima locale e il bel tempo (contro il 61% su scala globale), l’Italia mostra ancora risultati mediocri in termini di qualità della vita in generale (49esima) a causa dei modesti risultati riguardo la digitalizzazione (57esima) e la stabilità politica del Paese (58esima). Nelle ultime posizioni nella scala di gradimento di chi si è traferito per lavoro, assieme all’Italia, troviamo il Kuwait (in ultima posizione), la Nigeria, il Brasile e la Turchia. 

Le prime della classe

In testa alla classifica ci sono invece Taiwan, Vietnam, Portogallo e Messico, giudicati dai 20mila partecipanti al sondaggio come i Paesi più accoglienti, oltre ad essere poco costosi, per la capacità di “far sentire a casa” anche la popolazione straniera.  

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