Manovra, a Bruxelles tutti contro il governo: "Italia mette a rischio il futuro dell'Eurozona"

Nessun passo avanti senza riduzione del debito. La rabbia dei ministri Ue. Dombrovskis:"Si chiedeva un miglioramento strutturale dello 0,5% del Pil, mentre abbiamo un peggioramento dello 0,8%"

Foto Europea Union

Dagli avvertimenti di Olanda e dei sovranisti dell’Austria (“l’Italia rispetti le regole Ue”) agli allarmi di Francia e Slovacchia (“a rischio il futuro dell’Eurozona”). All'Eurogruppo di Bruxelles è andato in scena un vero e proprio "uno contro tutti': da un lato il ministro dell'Economia Giovanni Tria, dall'altro la gran parte dei ministri dell'Eurozona. Tutti a chiedere al governo gialloverde di correggere la manovra come richiesto dalla Commissione europea, auspicando che il Paese “sia in grado” di compiere le modifiche necessarie.

Non è al massimo storico l’indice di fiducia nel governo dello Stivale, anzi, e l’Eurogruppo riunito a Bruxelles non fa nulla per nasconderlo. Si parla di andamento generale dell’economia, di crescita e occupazione, di semestre europeo, vale a dire il ciclo di coordinamento delle politiche economiche. Qui non si può non parlare di Italia. “All’Italia si chiedeva un miglioramento strutturale dello 0,5% del Pil, mentre abbiamo un peggioramento strutturale dello 0,8%”, critica il commissario per l’Euro, Valdis Dombrovskis, contrariato per l’atteggiamento di un Paese che “sta agendo apertamente in violazione delle regole”. Già, le regole.

"Regole di buon senso"

Quelle che impongono la riduzione di deficit e debito, le stesse che l’esecutivo comunitario difenderà fino alla fine, avverte un altro commissario Ue, quello agli Affari economici, Pierre Moscovici. “La Commissione agirà da guardiano dei trattati, facendo rispettare le regole, che non sono stupide ma di buon senso”. Margini di manovra all’Italia, in sostanza, non ne saranno concessi oltre il limite del possibile. Per questo a Bruxelles si attende una nuova legge di bilancio entro il 13 novembre, quando scadranno i termini per la presentazione di nuova manovra.

“Ci attendiamo che ci sia una risposta”, aggiunge il commissario. Il problema vero però è nel contenuto della risposta attesa, motivo di preoccupazione da parte dei partner. “All’Italia è stata questa una modifica della sua legge di bilancio e non vediamo l’ora di riceverla, sperando che l’Italia sia in grado di compiere i passi necessari per avere la manovra in linea con le nostre regole”, taglia corto Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo, che a nome di tutti esprime le perplessità condivise e diffuse nel gruppo dei Diciannove. Non è una novità.

L'Unione bancaria

Del resto già un gruppo di Stati membri con e senza moneta unica (Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Svezia) si sono già detti contrari al completamente dell’unione bancaria senza riduzione delle criticità tricolori. Con loro frena pure la Germania. Un elemento del progetto di unione bancaria è quello della condivisione del rischio. La cassa comune paga la risoluzione delle crisi bancarie in questo o quello Stato membro. Prima di procedere in tal senso si vuole però la riduzione del rischio, vale a dire il risanamento degli istituti di credito a livello nazionale per evitare che le eventuali crisi in uno Stato membro siano pagate con i soldi degli altri Stati. Con l’Italia criticata per l’elevato livello di debito pubblico, una manovra che peggiora lo stato dei conti non aiuta a vincere le resistenze dei Partner. Il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, non si sbilancia. “In questo momento l’Italia deve rispondere alla Commissione e poi la Commissione dovrà valutare le risposte dell’Italia”.

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