Draghi, la disoccupazione scende ma non crescono i salari

Audizione al Parlamento Ue. Ancora problemi nel mercato del lavoro e nuovo allarme crediti deteriorati. I governi si impegnino sul fronte dei conti pubblici.

Mario Draghi al Parlamento Ue. © European Union 2017 - Source : EP.

Nonostante i miglioramenti nel mercato del lavoro dell'Eurozona, "ci vorrà tempo per tradurre questo dato in una crescita più dinamica dei salari". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, nel sua audizione di oggi al Parlamento Ue. Il numero 1 della Bce ha affermato che pur con una disoccupazione che nell'Eurozona è arrivata a quota 8,9%, ai minimi dal gennaio 2009, il panorama non è ancora roseo: molti di quelli che lavorano, ha spiegato Draghi, vorrebbero lavorare di più e molti di quelli che hanno perso il posto di lavoro sono scoraggiati dalla ricerca di un altro posto di lavoro. Per questo "ci vorrà tempo per tradurre" il miglioramento del mercato del lavoro "in una crescita più dinamica dei salari"

Nuovo allarme crediti deteriorati

Altro fronte toccato da Draghi durante l'audizione, quello caldo dei crediti deteriorati. Gli Npl, acronimo inglese di non performing loans, "restano un problema da risolvere". "Una loro riduzione e la condivisione del rischio deve andare di pari passo", ha affermato, per cui occorre uno "sforzo congiunto a livello di gestione e di vigilanza sulle banche". Gli Stati membri, spiega Draghi, "devono garantire un contesto anche giuridico in cui il problema di questi crediti possa essere risolto". Inoltre, sui crediti deteriorati "c'è il peso del passato" di cui occorre tenere conto.

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Migliorare i conti pubblici

Ultimo capitolo, quello dei conti pubblici. "Questo - ha sottolineato il Presidente della Bce - non è solo il momento di fare riforme strutturali ma anche quello di migliorare la situazione dei bilanci, senza aiuti dalla crescita o dai bassi tassi". "I Paesi - ha concluso - devono riguadagnare spazio di politica di bilancio nel caso ci sia una nuova crisi". 

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