Dazi, Trump rompe la tregua commerciale. Cina: “Accordi violati, reagiremo”

Pechino annuncia “misure di rappresaglia” in risposta a nuove tasse doganali imposte dalla Casa Bianca su prodotti cinesi per un valore di 300 miliardi

Gli Stati Uniti hanno “gravemente infranto” la tregua siglata in giugno al G20 di Osaka con la Cina e Pechino prenderà “le necessarie misure di rappresaglia” se la Casa Bianca metterà in atto la minaccia di introdurre nuovi dazi su 300 miliardi di prodotti cinesi a partire dal primo settembre. La reazione di Pechino alle ostilità annunciate da Donald Trump sono affidate a un comunicato del ministero cinese del Commercio. Gli asiatici affermano che i nuovi dazi annunciati ieri dagli Stati Uniti “violano l'accordo di giugno tra il presidente Xi Jinping e Donald Trump per riavviare il negoziato” e porre fine al conflitto con Pechino. 

Minacce e rassicurazioni 

Il presidente americano ha infatti annunciato via Twitter che gli Stati Uniti applicheranno dazi del 10% su beni e prodotti di importazione cinese per un valore di 300 miliardi di dollari. Trump ha poi rassicurato: “Non vediamo l'ora di continuare il nostro dialogo positivo con la Cina su un accordo commerciale globale e sentiamo che il futuro tra i nostri due Paesi sarà molto brillante!”. 

Negoziati commerciali 

“Aggiungere nuove tariffe - ha risposto il ministro degli Esteri cinese  Wang Yi - non è decisamente un modo costruttivo di risolvere le frizioni economiche e commerciali”. La minaccia di nuovi dazi avrebbe colto di sorpresa le autorità di Pechino dopo che Stati Uniti e Cina avevano riavviato in settimana i colloqui commerciali. La Casa Bianca aveva dichiarato mercoledì che gli incontri erano stati "costruttivi", aggiungendo che Pechino aveva confermato il proprio impegno ad aumentare gli acquisti di prodotti agricoli statunitensi. Salvo rotture dei rapporti, i negoziati commerciali continueranno a Washington a inizio settembre.

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