Crediti deteriorati, Tajani a Draghi: "Serve più rispetto per il Parlamento Ue"

Il presidente dell'Eurocamera ha scritto una lettera al governatore della Bce: “Evitare uno scontro inter-istituzionale sulle sofferenze bancarie”

Il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani / © European Union 2017 - Source : EP.

Sul tema dei non performing loans (Npl), i crediti deteriorati delle banche, serve più rispetto per il Parlamento europeo. Lo chiede il presidente dell'Aula comunitaria, Antonio Tajani, in una lettera pubblicata sul Sole 24 Ore e indirizzata al presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi. Tajani chiede al governatore che “le prerogative dell’Europarlamento come co-legislatore siano rispettate” anche “per evitare uno scontro inter-istituzionale sull’argomento”.

Le preoccupazioni del Parlamento Ue

Senza entrare nel merito e nella logica dell'iniziativa sui nuovi requisiti proposti dalla Bce per il trattamento degli Npl, Tajani esprime profonda preoccupazione per il modo in cui viene intrapresa: "Mi domando seriamente se ulteriori obblighi specifici, che potrebbero confliggere con disposizioni legislative attualmente in vigore e alterare l'equilibrio normativo esistente fissato dalla legislazione corrente possano essere imposti alle entità soggette a vigilanza senza un appropriato coinvolgimento dei colegislatori nel processo decisionale".

“A quanto capisco”, scrive Tajani, le 'aspettative prudenziali quantitative' delineate nella dettagliata bozza di documento equivarrebbero, in sostanza, a imporre alle entità soggette a vigilanza di prevedere accantonamenti aggiuntivi e/o adeguare il patrimonio di qualità primaria (Common Equity Tier 1) a livelli che vanno oltre il quadro normativo esistente".

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I timori di Padoan

Ieri era stato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ad esprimere le sue "perplessità" sulle nuove indicazioni della Bce per la gestione delle sofferenze bancarie, “sia sui modi che sui contenuti della comunicazione”, con il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che sul tema ha annunciato che l'Italia è pronta a fare una “battaglia in Europa”.  

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