Coronavirus, aiuti alle partite Iva: come funziona nel resto d’Europa

Fino a 2500 sterline di sussidio ai professionisti britannici e almeno 1200 euro di contributo per i freelance belgi. Il Governo di Madrid punta invece sulle esenzioni previdenziali. Ecco le contromisure alla crisi decise dai ministeri delle Finanze dei Paesi vicini

L’Italia delle partite Iva e delle piccole imprese - che costituiscono la gran parte del tessuto produttivo tricolore - si risveglia nel ‘day after’ della corsa all’aiuto di 600 euro garantito ai lavoratori autonomi che hanno subito un danno economico dalla crisi causata dal coronavirus. E mentre i tecnici dell’Inps sono ancora a lavoro per mantenere in funzione il portale online per la presentazione delle domande - subito andato in tilt all’apertura delle richieste per un aiuto dallo Stato - negli altri Paesi europei le pratiche per il supporto statale vanno avanti in maniera diversa e seguendo, in ordine sparso, sistemi già in vigore. Ma mettendo in busta paga somme più ingenti.

Fino a 2.500 sterline al mese per gli autonomi britannici

Nel Regno Unito, ad esempio, il Cancelliere dello Scacchiere (ovvero il ministro delle Finanze britannico), Rishi Sunak, ha annunciato un pacchetto di sostegno da 3 miliardi di sterline al mese per un massimo di 3,8 milioni di lavoratori autonomi colpiti dalle ricadute del coronavirus. Il regime pagherà una sovvenzione in contanti pari all'80% dell'utile commerciale medio mensile degli ultimi tre anni, con un limite però di 2.500 sterline al mese, che andrà a beneficio del 95% delle persone che ricevono la maggior parte del proprio reddito da lavoro autonomo. Saranno esclusi coloro che hanno profitti imponibili superiori a 50.000 sterline. Il pacchetto porta il costo totale degli interventi diretti del Governo per proteggere le aziende e i lavoratori dall'epidemia di coronavirus a 60 miliardi di sterline nei prossimi tre mesi.

Pagamenti posticipati per gli 'autonomos'

Strategia differente è stata seguita dal Governo spagnolo - un altro in forte difficoltà nella lotta al coronavirus. I liberi professionisti spagnoli, noti come “autonomos”, potranno posticipare - per il primo mese senza interessi, poi con un tasso pari allo 0,5% - il pagamento di tutti gli oneri di previdenza sociale previsti per i prossimi sei mesi. A questo provvedimento si aggiunge una moratoria al pagamento delle rate dei mutui, per garantire che chi non è in grado di pagare la casa non si ritrovi per strada in un periodo così difficile. Infine, i lavoratori autonomi - in caso di cessazione dell’attività - potranno salvare quanto versato in un eventuale piano pensionistico. 

Esenzioni e aiuti per i professionisti belgi

Simile strategia è stata adottata in Belgio, dove i lavoratori autonomi che si trovano ad affrontare le conseguenze economiche negative della pandemia di coronavirus e hanno difficoltà a pagare i contributi previdenziali possono richiedere un differimento dei pagamenti, senza che vengano applicati tassi di interesse o supplementi. Questo differimento del pagamento deve essere richiesto al fondo di previdenza sociale ed è applicabile per i contributi provvisori dovuti nel primo e nel secondo trimestre del 2020. Il differimento è limitato nel tempo: ad esempio, i contributi per il primo trimestre 2020 devono essere versati entro il 31 marzo 2021. Inoltre, i lavoratori autonomi in difficoltà possono chiedere al proprio fondo di previdenza sociale di ridurre i contributi previdenziali, se si prevede che il proprio reddito autonomo scenderà al di sotto di una delle soglie minime di esenzione dei versamenti. Per quanto riguarda, infine, gli aiuti economici, occorre ricordare che in Belgio molti professionisti hanno accesso ad aiuti di base in caso di calo di volumi d'affari. Ciononostante il Governo ha previsto aiuti straordinari a molte categorie, che varia da 1200 a 1600 euro.  

Altri Paesi

Sistema simile a quello previsto in Italia è quello stabilito in Francia, dove i lavoratori autonomi o indipendenti in difficoltà possono ricevere fino a 1.500 euro, secondo il ministero dell'Economia. L’aiuto verrà erogato da un “fondo di solidarietà” di un miliardo di euro che il Governo istituirà per rispondere alla crisi del coronavirus. Autorità regionali, imprese e fondi assicurativi contribuiranno al fondo.

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Un aiuto una tantum è previsto anche in Grecia, dove verranno emessi pagamenti di 800 euro. Il Governo norvegese propone invece di compensare i lavoratori autonomi per i guadagni persi fino all'80% delle loro entrate medie, mentre i danesi si dovranno accontentare del 75%.

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