Copyright, editori: "Fare presto con riforma Ue". Ma Italia e Germania "rallentano" l'iter

Scontro sulle nuove norme sul diritto d'autore. Accuse a Google: "Fa campagna allarmistica". 9 Paesi europei, tra cui il nostro, chiedono più tempo

Gli editori europei invitano le istituzioni Ue a non "perdere tempo" sulla riforma della direttiva sul diritto d'autore e sottolineano che Google "ha intensificato la sua campagna allarmistica sul possibile impatto di un nuovo diritto di vicinato per gli editori della carta stampata", mostrando come diventerebbe Google Search nel caso in cui gli editori cerchino accordi di licenza con il colosso californiano.

"Google parassita"

Gli editori, riuniti nella Emma (European Magazine Media Association), Enpa (European Newspapers Publishers' Association), Epc (European Publishers Council) e Nme (New Media Europe), sottolineano che "Google preferisce fornire un cattivo prodotto piuttosto che smettere di parassitare il lavoro dei giornalisti e degli editori". E, se Google decidesse di reagire limitando l'offerta, scrivono ancora gli editori, allora "perderebbe utenti a vantaggio di altri servizi, aumentando la concorrenza. In questo caso, la direttiva avrebbe ottenuto un buon risultato, offrendo un maggiore pluralismo nel servizio della ricerca di notizie".

"E, in più - proseguono - respinti da una cattiva esperienza con Google, gli utenti andrebbero direttamente nelle homepage degli editori, il che vorrebbe dire che i lettori avrebbero una relazione molto più diretta con le testate, un altro effetto positivo della direttiva, che potrebbe anche migliorare i ricavi pubblicitari degli editori".

Italia e Germania rallentano i lavori

Il trilogo tra Europarlamento e Consiglio, che avrebbe dovuto tenersi oggi per trattare la riforma del copyright è stato rimandato, perché un gruppo di Paesi, tra cui Italia e Germania, hanno informato la presidenza rumena di non poter appoggiare il mandato negoziale aggiornato. In sostanza, a causa di questa "indisponibilità", l'iter di approvazione del testo subirà un ritardo. E se questa opposizione dovesse continuare, il rischio è che la riforma non vada in porto prima delle elezioni europee. Venendo rinviata a data da destinarsi. Cosa che sarebbe una vittoria del fronte del "no" (di cui fa parte il Movimento 5 stelle, tra gli altri).

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I colossi Internet, specialmente Google, sono contrari alla riforma del copyright, che fornirebbe agli editori un vero diritto d'autore sulle pubblicazioni giornalistiche, paragonabile a quello in vigore per le opere letterarie e musicali: un'arma negoziale in più per trattare con la multinazionale californiana accordi di licenza con gli editori. 

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