Stretta di Bruxelles su investimenti da Cina e Usa: vanno trattati come aiuti di Stato

La Commissione ha lanciato un libro bianco per regolamentare il mercato per quanto riguarda la possibilità per le aziende di beneficiare di flussi di denaro da governi di Paesi Terzi

Foto Ansa/Afp

Se gli interventi degli Stati membri nell'economia sono soggetti alle leggi dell'Unione europea sugli aiuti di Stato, perché non dovrebbero esserlo anche quelli di aziende pubbliche di Paesi terzi? È partendo da questa considerazione che la Commissione europea ha adottato un libro bianco che affronta la questione degli effetti distorsivi causati dalle sovvenzioni estere nel mercato unico. E si tratta di un intervento che riguarda da vicino l'Italia se si pensa che solo nel 2019, il nostro Paese ha visto arrivare capitali cinesi pari a 15,9 miliardi, secondi in Ue solo a quelli arrivati in Germania, mentre ci classifichiamo settimi per quelli arrivati dagli Usa

Distorsioni di mercato

"L'economia dell'Europa è aperta e strettamente connessa al resto del mondo. Se vogliamo mantenere questo punto di forza, non dobbiamo abbassare la guardia. Ci servono quindi strumenti atti a garantire che le sovvenzioni estere non causino distorsioni sul nostro mercato, come già si fa per le sovvenzioni nazionali”, ha affermato la vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, Margrethe Vestager.

Sovvenzioni da Paesi terzi

Le sovvenzioni concesse da governi di Paesi terzi a imprese nell'Ue “hanno un impatto negativo sempre più tangibile sulla concorrenza nel mercato unico, ma sfuggono al controllo degli aiuti di Stato” da parte di Bruxelles, sottolinea l'esecutivo in una nota in cui rileva che “sono sempre più numerosi i casi in cui si ritiene che le sovvenzioni estere abbiano facilitato l'acquisizione di imprese dell'Ue o che abbiano falsato le decisioni di investimento, le operazioni di mercato o le politiche tariffarie dei beneficiari oppure la partecipazione a gare d'appalto pubbliche, a scapito delle imprese non sovvenzionate”.

Lacuna normativa

Per Bruxelles c'è “una lacuna normativa” per i casi in cui “le sovvenzioni estere assumono la forma di flussi finanziari che facilitano le acquisizioni di imprese dell'Ue, sostengono direttamente il funzionamento di un'impresa nell'Ue o facilitano la partecipazione a gare d'appalto pubbliche”. In questo contesto il libro bianco propone ipotizza la creazione di nuovi strumenti per ovviare a questa lacuna come quello di instaurare uno strumento generale di controllo del mercato, una autorità di vigilanza che nazionale o la Commissione.

Dovere di notifica

Inoltre si afferma che tutte le imprese che beneficiano di un sostegno finanziario concesso dal governo di un paese terzo dovrebbero notificare le loro acquisizioni di imprese all'interno dell'Ue, almeno quelle al di sopra di una certa soglia, a questa autorità di vigilanza competente, con minaccia di pene severe per chi non lo faccia. Il libro bianco propone anche un meccanismo in cui gli offerenti dovrebbero notificare i contributi finanziari ricevuti da paesi terzi.

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Consultazioni pubbliche

La consultazione pubblica sul libro bianco è aperta fino al 23 settembre 2020. Sulla base dei contributi ricevuti, la Commissione presenterà proposte legislative appropriate per contrastare gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere nel mercato unico.

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