Bitcoin, addio anonimato? Bruxelles accelera: “Monete elettroniche sotto norme anti-riciclaggio”

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis: “Paesi membri attuino nuove misure il più rapidamente possibile, criptovalute non diventino un mezzo per condotte illegali”

La Commissione europea accelera sulle nuove misure su bitcoin e le altre criptovalute. E chiede agli Stati membri di metterli in pratica “il più rapidamente possibile”. Lo ha detto il vicepresidente dell'Esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis a margine dell'incontro con i ministri Ue delle Finanze a Bruxelles.

Ue: più tracciabilità

"Le regole aggiornate contro il riciclaggio di denaro, che abbiamo concordato a dicembre – ha detto Dombrovskis - metteranno lo scambio di criptovalute e i fornitori di servizi di custodia nell'ambito della sorveglianza antiriciclaggio: questo significa meno anonimato, più tracciabilità. Esortiamo tutti gli Stati membri a trasporre queste norme nelle rispettivi ordinamenti il più rapidamente possibile”. 

Dombrovskis specifica che “l'Ue deve sfruttare le opportunità della Blockchain (la tecnologia alla base delle criptovalute, una stringa di dati collegati tra loro, criptati, che consente di registrare le transazioni tra due parti in modo verificabile e permanente, ndr), ma per fare ciò dobbiamo essere vigili e impedire che le criptovalute diventino un mezzo per condotte illegali”. Per questa ragione, lo scorso dicembre “ho scritto alle autorità di vigilanza europee chiedendo loro di aggiornare i loro avvertimenti, nella prospettiva della stabilità finanziaria e della protezione dei consumatori. Questo accadrà a breve”.

I rischi delle criptovalute

Lanciato nel 2009, il bitcoin è stata la prima moneta virtuale convertibile decentrata, ossia non emessa da una banca centrale o da un'autorità pubblica e la prima “cripto valuta”. Oggi, ne esistono diverse tipologie. L'anonimato di questi sistemi di pagamento ha creato non poche preoccupazioni, anche perché, come successo negli Usa, si è scoperto che attraverso le criptovalute è stato possibile finanziare organizzazioni terroristiche come l'Isis e altre attività criminali. Finora, negli Stati Ue i bitcoin e i suoi fratelli non sono stati assoggettati alle normative anti-riciclaggio e questo, a detta di organismi internazionali come la Financial action task force, ha consentito che venissero sfruttati per azioni illegali.

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