Bit-coin ma non solo, il Parlamento Ue sostiene il modello Blockchain

Le catene in cui i servizi vengono erogati tagliando fuori gli intermediari ma condividendo gli oneri della gestione potrebbero essere applicati a diversi ambiti dell'economia, dicono gli eurodeputati

Il Blockchain è una nuova “filosofia” di internet che ne sta rivoluzionando l'uso sostituendo il classico utilizzo di servizi erogati da server, con servizi che sono erogati da una rete di nodi che condividono risorse informatiche e le rendono disponibili alla comunità. Per il Parlamento europeo questo modello, che è alla base ad esempio dei bit-coin, la criptovaluta che sta modificando il mondo della finanza online, dovrebbe essere esteso anche ad altri ambiti come il consumo di energia, le catene di approvvigionamento e la governance, allo scopo di ridurre i costi per le imprese e responsabilizzare i cittadini.

Il voto del Parlamento

La commissione Industria dell'Aula ha approvato con 52 voti a favore, un contrario e sei astensioni, una risoluzione non legislativa, in cui fa alcune raccomandazioni su come applicare il blockchain in altri ambiti, con l'obiettivo tagliare i costi di intermediazione per le piccole imprese e dare più potere ai cittadini.

Le transazioni finanziare blockchain ad esempio, sono registrate da più utenti, piuttosto che da intermediari a pagamento e spesso costosi, ed è così che si 'spostano' i Bitcoin. Per i deputati le piccole imprese e le start-up innovative potrebbero usare questo sistema per tagliare i costi di intermediazione e assicurare che le transazioni siano eseguite in modo efficiente.

Favorire la trasparenza delle transazioni

I deputati propongono l'applicazione del modello blockchain a settori quali il consumo di energia, l'assistenza sanitaria, le catene di approvvigionamento, i trasporti, la finanza e le industrie creative. Ad esempio, secondo il testo approvato, il modello potrebbe aiutare a monitorare l'origine delle merci, offrendo ad esempio una maggiore certezza che i diamanti siano stati prodotti in maniera etica, che i vestiti non siano prodotti in fabbriche dove si pratica l sfruttamento o che una bottiglia di champagne provenga realmente dalla regione Champagne.

Poi si punta a "democratizzare" il mercato dell'energia, consentendo alle famiglie che producono energia di scambiarla e consumarla senza la necessità di pagare intermediari, così come si propone di creare registri immobiliari, certificati di nascita e licenze commerciali con minore dipendenza da avvocati, notai e funzionari governativi.

I membri della commissione Industria invitano a sostenere anche economicamente questo processo e per questo vogliono che nel prossimo bilancio pluriennale siano inserite voci di spesa specifiche per questo tipo di progetti.

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