Bilancio, a Bruxelles arriva la risposta di Padoan. Ue: “Valuteremo nuove informazioni”

Nel giorno in cui la manovra approda al Parlamento, si apre il secondo tempo della partita tra Commissione e governo sui margini di flessibiltà. A dividere le due posizioni 1,7 miliardi di sconto

Nel giorno in cui la manovra di bilancio approda al Parlamento, a Bruxelles si apre il secondo tempo della partita che vede contrapposte da un lato il governo italiano e dall'altro la Commissione europa. In gioco, ci sono i margini di flessibilità richiesti dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan nella prima bozza di bilancio inviata agli uffici dell'Esecutivo Ue: uno sconto di 8,5 miliardi che per Bruxelles è eccessivo. A dividere le due posizioni c'è una forbice di 1,7 miliardi. Lo 0,1% del Pil. Sembra poco, ma non per le due parti in campo. 

Oggi, a Bruxelles, è arrivata la lettera di chiarimenti che i due commissari Ue Moscovici e Dombrovskis avevano chiesto a Padoan. La tesi dell'Italia è più o meno questa: l'Ue sbaglia i calcoli. Per la precisione, la Commissione ha applicato, rispetto al governo, una diversa metodologia nel calcolo della crescita potenziale (e quindi dell'output gap).  

Ma non è solo una questione accademica: come ha messo in evidenza Padoan nella sua lettera, bisogna considerare la spesa che l'Italia ha sostenuto e continua a sostenere per la gestione della frontiera meridionale dell'Ue e la relativa accoglienza dei migranti di cui l'Italia si fa carico: una spesa che pesa per lo 0,25% del Pil, secondo Roma.

La questione politica

Ecco dunque che dalla mera contabilità tecnica si passa alla questione politica, forse la “vera” questione. Già, perché come si è visto negli anni passati, il tanto famigerato Patto di stabilità e crescita, per quanto stringente, lascia dei margini di flessibilità nella sua interpretazione. Margini che vanno dibattuti sul piano politico. E l'Italia, come negli anni passati, punta sulla denuncia dello stallo Ue sull'accoglienza dei migranti, che di fatto pesa ancora in maniera sproporzionata sulle spalle del nostro Paese e della Grecia. Come dire: “Se voi Europa non riuscite ad assumervi le vostre responsabilità, noi siamo costretti a spendere di più e quindi lo sconto ci è dovuto”. 

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Finora, la risposta di Bruxelles si è limitata a un laconico commento: la Commissione europea "ha ricevuto dall'Italia la risposta" alla propria lettera sul documento programmatico di bilancio. "Includeremo le informazioni in essa contenute nella nostra valutazione del documento programmatico di bilancio, che verrà effettuata prima della fine di novembre".
 

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