Bilancio Ue, il Parlamento contro i tagli degli Stati membri a ricerca e trasporti

Gli eurodeputati chiedono anche maggiori investimenti per i giovani nel 2019. E intanto Tajani insiste: "Aumentare i fondi per il piano pluriennale 2021-2027"

No ai tagli a ricerca e trasporti. E un aumento dei fondi Ue per  "crescita sostenibile, innovazione, competitività, sicurezza, migranti, lotta ai cambiamenti climatici e transizione verso l'energia sostenibile” con una “particolare attenzione sui giovani ". E' quanto chiede la commissione Budget del Parlamento europeo con la sua proposta per il bilancio Ue 2019

Una proposta che va contro i tagli richiesti dagli Stati membri, in particolare sui programmi per la ricerca e le infrastrutture, che, scrive in una nota il Parlamento, sono "gli stessi programmi volti a rendere l'economia dell'Ue più competitiva e innovativa". 

Inoltre, i deputati intendono potenziare i programmi a sostegno dei giovani, con aumenti significativi per Erasmus+ e per l'Iniziativa per l'occupazione giovanile. 

Prossimi passi

Il progetto di bilancio approvato dalla commissione Budget sarà votato nel suo insieme il prossimo 24 ottobre dalla plenaria del Parlamento. Per il 2019, il bilancio ammonta a 166,3 miliardi di euro in impegni, 721 milioni in più rispetto alla proposta originaria della Commissione europea, e a 149,3 miliardi di euro in pagamenti. Una volta varato da Strasburgo, il bilancio sarà negoziato con gli Stati membri.

Tajani: "Bilancio post-2020 sia pari a 1,3% Pil Ue"

Intanto, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani torna all'attacco sul bilancio plurieannale post-2020: il Parlamento, ha detto ieri alla conferenza delle Regioni e delle città, ritiene che "l'obiettivo minimo di risorse per il bilancio Ue 2021-2027 debba essere pari al 1,3% del pil Ue". La proposta della Commissione prevede circa l'1,1% (del reddito lordo dei 27 Stati membri). "Da un lato dobbiamo continuare a promuovere la coesione sociale e territoriale, un'agricoltura competitiva, un'industria innovativa e la lotta alla disoccupazione giovanile - ha aggiunto Tajani - dall'altro, servono più risorse per l'industria della difesa europea, la sicurezza e il controllo delle frontiere e per la gestione dei flussi migratori, incluso un Piano Marshall per l'Africa". 

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