Bilancio Eurozona e nuove regole antitrust: Germania e Francia trovano l'intesa

Berlino avrebbe messo da parte le resistenze su un fondo comune dei Paesi euro. E con Parigi mira a cambiare le norme sulla concorrenza dopo lo stop di Bruxelles alla fusione tra Siemens e Alstom

Un bilancio dell'Eurozona per accelerare le riforme nei Paesi più recalcitranti. E la revisione delle regole Ue antitrust per far fronte alla concorrenza internazionale, in particolare della Cina, in settori strategici come quello della mobilità. Sono questi i due punti centrali dell'intesa che Germania e Francia hanno trovato nelle ultime ore. E che potrebbe cambiare il volto dell'Europa. 

Il nodo del bilancio

C'è innanzitutto la questione del bilancio comune dei 19 Paesi che compongono l'area Euro. Secondo quanto riferiscono i media tedeschi, il ministro dell'economia e delle Finanze francese, Bruno Le Maire, e il suo omologo tedesco Olaf Scholz avrebbero trovato un compromesso, con tanto di linee guida circa applicazione, finanziamento e gestione politica del nuovo fondo: il bilancio dell'Eurozona resterebbe all'interno di quello Ue e ogni Paese avrebbe un proprio budget nazionale e indipendente.  

Il tema è molto delicato, perché lo strumento del bilancio comune potrebbe garantire più stabilità in caso di future crisi, soprattutto a Paesi come l'Italia. E aprire la strada a una sorta di welfare comune, come l'assegno di disoccupazione europeo proposto dal socialista tedesco Scholz. Il problema, come ha fatto notare il ministro italiano Enzo Moavero Milanesi, è come finanziare questo nuovo bilancio. 

I dubbi di Olanda e Italia

L'Olanda, per esempio, ha già ampiamente chiarito di non condividere l'impostazione franco-tedesca. Moavero, dal canto suo, avverte che un doppione dell'attuale bilancio Ue, finanziato solo con i fondi degli Stati, “ha poco senso”. Semmai, ha aggiunto, “quando parliamo di investimenti, non basta stanziare solo risorse pubbliche che provengono dai contribuenti ma anche pensare a rivolgersi ai mercati con opportune emissioni di titoli di debito”. Ossia, i cosiddetti eurobond. Uno strumento che potrebbe alleggerire il “cappio” dei mercati per Paesi ad alto debito pubblico come il nostro. 

E qui si apre un altro fronte di discussione: il “cappio” viene visto da altri governi dell'Eurozona come un mezzo per “tenere in riga” chi vorrebbe aumentare la spesa pubblica a scapito delle riforme e dell'equilibrio dei conti. Un rischio che, stando sempre ai media tedeschi, la Germania avrebbe sventato nell'accordo: il bilancio dell'Eurozona sarebbe infatti una sorta di ricompensa per i Paesi membri che mettono mano alle riforme.

Le regole sulla concorrenza

Nell'attesa di conoscere i dettagli della proposta, Berlino e Parigi hanno invece chiarito pubblicamente la loro posizione sulle regole Ue antritrust: sono vecchie e vanno cambiate. Che questa posizione sia una sorta di risposta allo stop di Bruxelles alla fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom (che mirava a creare il gigante dei treni europeo per contrastare l'arrivo sul mercato Ue della Cina), non è certo un mistero. "Le regole sono superate, come abbiamo visto nel fallimento della fusione Siemens-Alstom" ha detto in tutta chiarezza il ministro transalpino Le Maire. 

Per Berlino e Parigi, l'attuale assetto di norme antitrust pone troppa enfasi sugli equilibri interni tra gli Stati Ue, impedendo la formazione di “campioni industriali europei” capaci di giocare la sfida della concorrenza con il resto del mondo. E' questo il concetto centrale del “Manifesto franco-tedesco di politica industriale europea” presentato a Berlino.  “Le regole della concorrenza sono fondamentali - si legge nel documento reso noto alla stampa - ma le regole esistenti devono essere riviste in modo da rendere possibile alle imprese europee di competere sulla scena mondiale". Oggi "tra le 40 maggiori imprese del mondo solo 5 sono europee" si legge ancora. 

Il documento contiene quindi una serie di proposte di revisione dell'antitrust, tra cui aggiornare le linee guida sulle fusioni per tenere presente la competizione su scala globale, prendere in maggiore considerazione il controllo degli Stati nelle fusioni e modificare il diritto di ricorso. Ma ci sono anche un investimento massiccio nell'innovazione e una maggiore attenzione alla protezione delle tecnologie chiave dell'industria europea. Come un finanziamento di 1,7 miliardi nella costruzione di un polo industriale per la produzione di batterie elettriche per auto (per contrastare il dominio asiatico). 

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