Dalla Bce 37 miliardi all'Italia in due mesi. Più di quanto ci spettava

Francoforte ha reso noto i primi risultati del Pepp, il programma di acquisto titoli lanciato in risposta alla crisi del coronavirus. Tutti i grandi Paesi Ue, Francia e Spagna comprese, hanno ricevuto meno di quanto previsto. A eccezione del nostro

La presidente della Bce Lagarde con il commissario all'Economia Gentiloni

In poco più di 2 mesi, ben 37,3 miliardi di euro di titoli di Stato italiani sono stati acquistati grazie al Pepp, il 'bazooka' lanciato dalla Bce a fine marzo in risposta alla crisi economica derivante dal coronavirus. Un'iniezione di liquidità che, in rapporto al peso economico, non ha pari tra i grandi Paesi Ue. Anzi, a dirla tutta, rispetto ai big dell'Eurozona, l'Italia è l'unico ad aver ricevuto una fetta di acquisti maggiore di quella prevista, ossia circa 5 miliardi in più.

Per capirci meglio, bisogna guardare le capital key: si tratta delle quote di azioni del capitale della Bce detenute dalle varie banche centrali nazionali. I programmi di acquisto titoli di Francoforte di solito devono rispecchiare il peso delle azioni di ciascuno Stato. L'Italia, per esempio, ha una capital key del 13,8%, ma finora dei circa 234 miliardi del Pepp ha già incassato una fetta pari al 15,8%. 

Quando a fine marzo la presidente della Bce, Christine Lagarde, aveva lanciato il nuovo 'bazooka' (altro nome non ufficiale del Pepp), in Italia qualcuno aveva storto il naso chiedendo che a dispetto di quanto avvenuto in passato, stavolta il programma di acquisto titoli fosse più flessibile, discostandosi dalle capital key e assegnando più acquisti ai Paesi più colpiti dalla pandemia. Questa flessibilità c'è stata finora nel nostro caso, ma non per Francia e Spagna. 

La Francia, infatti, ha registrato 23,5 miliardi di titoli acquistati, pari al 9,8%: la sua capital key è del 16,6%. La Spagna, invece, con 22,3 miliardi è più o meno in linea con la sua quota azionaria del 9,6% (leggermente al di sotto, per essere precisi). Anche la Germania è al di sotto della sua quota del 21,4%, pur facendo registrare la parte più alta degli acquisti in termini assoluti (46,7 miliardi). Stessa cosa per l'Olanda, con 10,3 miliardi (mancano all'appello circa 500 milioni).

In totale, come dicevamo, nei primi due mesi di Pepp sono stati acquistati titoli per 234,6 miliardi. Di questi, 186 sono andati ai titoli di Stato, mentre quasi 46 miliardi sono andati direttamente a multinazionali e imprese attraverso gli acquisti di commercial paper e corporate bond. Con la decisione di ieri della Bce di allargare fino a giugno 2021 il Pepp, il bazooka potrà acquistare ancora 1.000 miliardi di titoli per sostenere l'economia dell'Eurozona. 

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